martedì 19 febbraio 2019

Del mio compleanno. Dell'epocale cambiamento in arrivo. Di cagnolini e buone cause.


L'ultima volta che ho scritto qualcosa, qui, è stato dopo la morte di Patata.
Poi non sono più riuscita nemmeno e pensare di produrre un contenuto che non fosse per lavoro.
In un certo senso, ho messo da parte tutto il resto.
Da quando è mancata lei, le cose sono cambiate.
Siamo tutti più tristi, incluse le altre due Bionde.
Forse non me ne faccio una ragione perché è stata una brutta morte - una pancreatite così fulminante che il mio veterinario, di vasta esperienza, non ne aveva mai vista una del genere.
Forse torno a scrivere perché l'unica cosa che non mi pesa mai sono le buone cause, e ne ho appena trovata una.
Raccolta fondi per Animalibera (canile di Grignano). In memoria di Patata
O forse, è perché ho una cosa importante da raccontarvi.
O magari due o tre...


mercoledì 14 novembre 2018

Ciao Patata

Sei arrivata nel pomeriggio del 22 dicembre 2016.
Le ragazze di Animalibera, quegli angeli che ti avevano fatta arrivare dal canile lager in cui stavi morendo, ti hanno portata da noi dopo averti fatto un bagnetto, infilata in un maglioncino rosa nuovo di zecca, per tenerti al caldo.
Perché eri quasi senza pelo, divorata dalla dermatite.
Sei stata abbandonata, picchiata, massacrata. Tanto da perdere un occhietto.
Sei stata in una casa, e poi randagia, e poi rinchiusa. Per crimini mai commessi.
Sei arrivata terrorizzata, timidissima.
Hai sofferto tanto la fame.
Sei sopravvissuta al cancro, alle botte, alla paura.
Hai cambiato le nostre vite.
Ci hai dimostrato quanto sia importante adottare i cani anziani, quelli che nessuno vuole perché sono "difettati".
In te avevo riposto il mio cuore. La mia forza. Le mie speranze per un futuro migliore.
Un anno, dieci mesi e diciannove giorni dopo il tuo arrivo, sei morta fra le mie braccia.
Dopo mezza giornata di sofferenze atroci.
Ti hanno strappata al mio amore, nel giro di 6 ore il mio mondo è crollato.
Mi manca il fiato.
Mi mancano i nostri piccoli grandi rituali quotidiani. Le coccole continue.
Mi dicevano che ti viziavo troppo.
Certo che lo facevo: avevi passato i primi 11 anni della tua vita senza amore, e dovevamo recuperare.
Sono contenta di averti viziata.
L'avrei fatto ancora di più, sapendo che il nostro tempo insieme sarebbe stato così breve.
Sono ancora incredula.
La nostra separazione forzata è stata improvvisa, inattesa, fulminea.
Non riesco a non pensare che forse avrei potuto guadagnare un'ora, anche se non sarebbe cambiato nulla.
Non riesco a non pensare che forse non ti ho protetta.
Non riesco a non pensare che forse è stata colpa mia.
Non riesco a smettere di pensare a te.
Un piccolo, grande cane saggio. Che stava imparando di nuovo a fidarsi delle persone, ad amare le passeggiate, a prendere confidenza con il parco.
Un piccolo, grande cane che la vita mi ha portato via troppo presto, e in modo troppo doloroso.
Ciao Patata.
Sei stata il mio amore grande.
Grandissimo.
Lo sarai per sempre.
La tua mamma bipede.

sabato 3 novembre 2018

Quando la realtà morde

Sono a letto da un po', con una bella recidiva.
La salute non è il mio forte, non è una novità. Ma per la prima volta, ho pensato al modo in cui ha influenzato la mia vita. Senza "incolparla" per ciò che non ho mai potuto fare.
Mi ha fatto solo pensare...
Ed è successo grazie a un film.
Stavo facendo zapping e mi sono imbattuta in Reality Bites (Giovani, carini e disoccupati: un affettuoso "shame on you" al traduttore del titolo).
Era l'estate del 1994.
Mi stavo diplomando e avevo appena capito cosa volevo fare nella vita: studiare Cinema.

sabato 23 giugno 2018

Ipocrisia, porta(te)li via: lettera aperta a quelli che non si fermano

Ammetto che è un po' lunga, questa lettera. Necessita di qualche premessa ma ci arrivo, al punto, se avete voglia di seguirmi.
Cominciamo.
Questo cagnolino anziano e un po’ confuso in foto era in giro oggi, vicino a una strada trafficata dove raramente si rispetta il limite di velocità.
Ovviamente, nessuno fra i molti automobilisti, ciclisti, runner e passanti si è fermato per leggere la targhetta che aveva al collo e impedire che finisse sotto a una macchina. Nessuno, tranne noi. Io e il coniuge.
Il numero era illeggibile, il piccolo terrorizzato - ringhiava e abbaiava, non si faceva avvicinare - e a forza di aspettare abbiamo trovato un signore a passeggio col suo cane che lo conosceva. Si trattava di un altro di quei cagnolini abitualmente in giro da soli, con buona pace di proprietari poco attenti. Per non dire altro.

venerdì 13 aprile 2018

Camminare, passeggiare, portare a spasso il cane: GIURO, si può (e deve) fare senza smartphone

Ho iniziato a farci davvero caso quando, grazie al drastico cambiamento nella mia cura, la mia vita è cambiata tanto da consentirmi di trascorrere molto tempo all'aperto.
In bicicletta o a piedi.
Forse l'ho notato dopo anni costretta in casa, anni in cui anche solo un giretto in centro città diventava un'impresa titanica. O forse ci faccio caso perché, ancora oggi, la bellezza dei luoghi che mi circondano mi stupisce. Chissà.
Fatto sta che ci penso da un po': non vedo altro che gente - intenta a passeggiare, camminare (più o meno sportivamente) e portare a spasso il cane - con gli occhi incollati sullo smartphone.

venerdì 16 marzo 2018

La Polee Bookaholic: i primi libri del 2018

Ho saltato qualche appuntamento con il mio amatissimo Bookaholic, e non era mai capitato da quando ho iniziato a tenerlo.
La buona notizia è che ora si recupera.
Complice la seconda recidiva in 12 mesi, che mi ha costretta a letto per metà dell'anno - un giorno su due, in pratica - ho avuto modo di leggere parecchio.
Anzi: la lettura mi ha salvata in più di un'occasione. Permettendomi di evadere, almeno con la mente, dopo settimane chiusa in casa. Aiutandomi a far trascorrere le interminabili ore notturne in cui stai troppo male per dormire e solo una cosa funziona come passatempo: un libro.
Ecco qui, quindi, i miei consigli sui libri da recuperare. Nella speranza, come sempre, di offrire qualche spunto ad altri maniaci della lettura.

lunedì 12 febbraio 2018

L'arte della disciplina e le pillole magiche

Ci penso da parecchio tempo, da quando il mio profilo Instagram è letteralmente invaso da foto come quella che vedete qui accanto: tanti, troppi Signor Nessuno che - sostengono - hanno perso facilmente peso "mangiando e senza sacrifici" e sono pronti a farti "cambiare vita".
Gente senza lauree specialistiche, studi specifici, formazione medica di qualche genere (qualifiche: lifecoach, mamma (!), influencer, lifestyler...).
Gente, semplicemente, sponsorizzata da produttori di "bibitoni", di (discutibili) "integratori brucia grassi" e di millantati "prodotti naturali al 100%".
A colpirmi, però, non è tanto l'abbondare di questi guru improvvisati, né i loro annunci quasi sempre sgrammaticati (qual'è, perdere K - ma che è? Velocità di navigazione?, rinuncie...). No. A colpirmi sono le centinaia di risposte di persone - uomini e donne, indistintamente - che chiedono informazioni e sono disponibili a partecipare al programma.
Prendetevi 5 minuti e date retta a una - malata cronica da vent'anni - che ha perso 50 kg.
Disfunzioni tiroidee (ce l'ho!) e problemi farmacologici (ce l'ho!) a parte, la ricetta per perdere peso è una sola: disciplina.

venerdì 2 febbraio 2018

Inquinare, meglio

Se mi seguite, sapete che la politica non è esattamente il mio argomento preferito... Ma anche che quando un post a riguardo ci vuole, ci vuole.
Ho taciuto di fronte allo spiritoso manifesto elettorale che diceva "basta" alle polveri sottili, diffuso da chi le ha fatte aumentare a dismisura.
Sono stata zitta e buona al cospetto delle "sparate" su giornali e TV relative all'inquinamento lombardo, che sarebbe (adesso, in campagna elettorale, mica prima) il risultato di una gestione regionale disattenta. Quando i dati indicano in altri la responsabilità.
Ma stamattina, trovandomi a leggere l'ennesima uscita insensata relativamente all'acquisto di un'auto ibrida, ho deciso di fare una riflessione.

venerdì 5 gennaio 2018

Questione di apparenze

Premessa: sono stesa da un virus gastrointestinale (perché una recidiva della mia M.I.C.I. non bastava...) quindi sto dettando questo post tramite il telefono. Siate magnanimi e perdonate eventuali refusi.
Stamattina Facebook mi ha proposto un ricordo di svariati anni fa, otto per la precisione.
Una foto insieme ai miei amici che risale all'epoca del dosaggio criminale (fatemelo dire) di 150mg di cortisone al giorno.
Ho scoperto recentemente che non si danno mai dosaggi così alti, perché non servono (se non a farti venire gli attacchi di panico e a non farti dormire per tre mesi, oltre a mettere su una vagonata di chili, s'intende).
Ma non è questo il punto. Il punto è un altro: ero io. Ero sempre io.
Io, che non riuscivo ad allacciarmi le scarpe e a chinarmi per infilarmi i pantaloni.
Io, che vivevo seduta o sdraiata perché camminare era un martirio.
Io, che mi facevo settimane ricoverata  in ospedale a digiuno e tornavo a casa con due chili di più.

sabato 30 dicembre 2017

Il mio augurio per il nuovo anno

Io finirò il 2017 come avevo finito il 2016.
E inizierò il 2018 proprio come avevo iniziato il 2017: con la peggiore fra le mie malattie croniche in fase acuta.
Ma con molte differenze.
Quest’anno è stato il primo senza cortisone dopo 17 anni consecutivi in cui sono stata massacrata dagli effetti collaterali di un farmaco che nessuno dovrebbe prendere ininterrottamente per un periodo così lungo.
È stato anche il primo anno in cui ho combattuto con rinnovato entusiasmo, spingendomi dove non ero mai arrivata prima: ho fatto sport in fase acuta, ho contribuito al mio benessere con un anno intero da vegana (e gli esami del sangue lo dimostrano senza possibilità di equivoci), mi sono ripresa la mia libertà - gli attacchi di panico erano causati dal cortisone, abbiamo scoperto - e ho imparato moltissimo.
Così, ho pensato di dedicarvi questo post di fine/inizio anno.
Con la speranza di poter essere utile a qualcuno che si trova in difficoltà.

martedì 12 dicembre 2017

La notte più magica dell'anno

La notte fra il 12 e il 13 dicembre è la notte di Santa Lucia.
Nella mia città, e in molte altre del Nord Italia, Santa Lucia è una figura magica: mentre i bambini dormono - se sono stati bravi durante l'anno - porta loro i doni che hanno chiesto.
Con largo anticipo, i bambini scrivono la letterina a Santa Lucia, elencando i loro desideri. Da noi si porta la letterina nella chiesa dedicata alla Santa, in centro città, al cospetto della sua figura distesa in una teca di vetro.
La tradizione vuole che Santa Lucia arrivi in ogni casa con il suo asinello: per questo, prima di andare a dormire, i bambini lasciano il latte per l'asinello (o il fieno, se mamma e papà sono stati previdenti) e i biscotti per Lucia.

giovedì 2 novembre 2017

Resilienza

La prima cosa che mi viene in mente è il Sole. C’è sempre il sole, nelle mie giornate no. Le giornate in cui faccio spola fra il letto e il bagno, con una colica dietro l’altra e dolori insopportabili fra l’una e l’altra.
Quel tipo di dolori che t’impediscono di dormire, ma anche di stare sveglia.
Io lo chiamo oblio.
Un luogo senza tempo, né memoria, ma soprattutto senza alcuna utilità. Non combini mai niente di buono, nell’oblio: ti limiti a far passare il tempo. A restare viva. A lasciare che la tua mente spazi da un pensiero all’altro senza un filo logico, senza uno scopo e certamente senza alcun risultato.

giovedì 12 ottobre 2017

Io, Polar, lo sport e quelli che non mollano

Da diverso tempo - oltre due anni, se la memoria non m'inganna - uso i fitness tracker di Polar.
Ho provato un po' di tutto, prima di arrivarci: Garmin, Fitbit, Misfit... Ma nessuno per me è mai stato efficiente quanto i Polar.
Mi sono affidata al V650 per la bici e a due fitness tracker: A360 prima e M400 poi.
Monitorare costantemente il battito cardiaco, per chi come me ha problemi di salute non indifferenti, è fondamentale. Soprattutto durante il nuoto (e i miei Polar sono gli unici che ci riescono senza fascia cardio).
Ormai tutta la mia "vita attiva" è su Polar Flow: ogni attività, ogni (timorosa) pesata mattutina, ogni obiettivo.

domenica 1 ottobre 2017

7 anni

7 anni. Ma avrebbero potuto essere 2.
7 anni. 3 ricoveri gratis. 45 chili in eccesso causati da un farmaco di troppo.
7 anni. 3 medici. 2 cure sbagliate.
7 anni oggi, fra la me che vedete a sinistra e la me di destra.
7 anni in cui ho imparato l'unica cosa che avrei voluto imparare molto prima: mai, MAI fidarsi ciecamentequando si tratta della propria vita.

venerdì 22 settembre 2017

La Polee Bookaholic: i libri dell'estate 2017

Come ho avuto modo di raccontarvi più volte in questo blog, a causa dei miei problemi di salute questo non è stato un anno molto prolifico per la lettura.
Per fortuna, però, come sempre l’estate mi ha dato modo di recuperare, leggendo (o rileggendo) un discreto numero di libri, anche piuttosto voluminosi.
Come sempre, ho seguito il principio dell’eclettismo per non annoiarmi: dai saggi sui giochi di carte (nella recensione scoprirete perché) ai thriller del momento, dalle riletture di titoli già molto amati alle scoperte - piacevoli o spiacevoli.
Spero, come sempre, che questo bookaholic possa esservi utile per trovare qualche ispirazione, ma soprattutto per evitarvi di perdere tempo con titoli che a mio parere non lo meritano.