venerdì 13 aprile 2018

Camminare, passeggiare, portare a spasso il cane: GIURO, si può (e deve) fare senza smartphone

Ho iniziato a farci davvero caso quando, grazie al drastico cambiamento nella mia cura, la mia vita è cambiata tanto da consentirmi di trascorrere molto tempo all'aperto.
In bicicletta o a piedi.
Forse l'ho notato dopo anni costretta in casa, anni in cui anche solo un giretto in centro città diventava un'impresa titanica. O forse ci faccio caso perché, ancora oggi, la bellezza dei luoghi che mi circondano mi stupisce. Chissà.
Fatto sta che ci penso da un po': non vedo altro che gente - intenta a passeggiare, camminare (più o meno sportivamente) e portare a spasso il cane - con gli occhi incollati sullo smartphone.


Mi ha colpita molto una ragazza, la settimana scorsa, che mentre il suo cagnolino tirava disperatamente per avvicinarsi a un albero e annusarlo - senza riuscirci perché il guinzaglio non glielo consentiva - non si accorgeva di nulla, impegnata a fare chissà cosa con il telefono.
Ero in giro anche io con i miei cani e, mentre loro salutavano un "collega" al guinzaglio, l'ho tenuta d'occhio: la scena si è prolungata per almeno 5 minuti prima che lei rivolgesse al cane la sua attenzione.

Così ho pensato a cosa faccio io quando porto a spasso i cani: porto a spasso i cani.
Il che significa - cosa che a me pare assolutamente normale, ma evidentemente non è così per tutti - che presto loro attenzione. Anzi, sono completamente concentrata su di loro perché è il loro momento, la loro passeggiata, la loro preziosa uscita quotidiana.
Quindi non li perdo mai di vista: non sono una che può "non accorgersi" che il suo cane ha sporcato, fingendo indifferenza e lasciando il ricordino in bella vista. Io raccolgo. Sempre. Da diciassette anni. E gradirei moltissimo che tutti facessero altrettanto. Mi parrebbe giusto il minimo, incivili zozzoni che non siete altro!

E ancora: se c'è un odore particolare che attrae i miei cani, io consento loro di esplorarlo.
Ripeto, in caso non fosse chiaro: sto portando a spasso i cani, e i cani non hanno solo bisogno di muoversi, hanno anche bisogno di annusare in giro, di arricchire la loro "collezione" di odori, di salutare gli altri cani che incontrano. Si chiama socializzazione.
Certo: non si può andare d'accordo con tutti, ma con molti sì. Quindi almeno una fase esplorativa andrebbe fatta. A meno che l'altro bipede non abbia fretta, o paura, e trascini il suo cane via dai miei. Poco male: io sto comunque portando a spasso i cani...
Impartisco loro i comandi necessari, sto attenta se vedo che s'innervosiscono perché sta arrivando un altro cane minaccioso, cerco di prevenire i comportamenti da evitare.
Ma sono una della poche. Non l'unica, grazie al cielo.

Fatto sta che, sulle ciclabili, quando sono in bicicletta devo sempre dare una voce a quelli che camminano in mezzo - perché esistono solo loro - e non mi vedono arrivare poiché stanno guardando il telefonino...
La stessa coda mi succede anche a piedi: sono io che devo stare attenta a evitare quelli che vanno storti perché sono troppo presi dallo smartphone.
Ho già scritto, in passato, di questa mania di non guardarsi più in giro, ma torno sull'argomento perché mi sta a cuore.
Passeggiare all'aria aperta è così bello che, anche quando lo si fa solo per uno spostamento necessario (che so, per lavoro o per qualche impegno che non ci fa impazzire, tipo andare dal dentista), è l'occasione per guardarsi intorno. Indipendentemente da dove ci troviamo, ma a maggior ragione se siamo in centro, o in Città Alta a Bergamo - dove si può godere sempre di uno splendido panorama - o su una ciclabile in mezzo al verde.

Intendiamoci: non voglio lamentarmi di chi vive con gli occhi incollati a uno schermo. E poi io ce l'ho sempre, il telefono, quando esco. Sempre. Per sicurezza. Per aggiornare le amiche che mi raggiungono per camminare, o mio marito che mi sta venendo incontro. Per essere reperibile sempre se qualcuno ha bisogno di me. E per la sua funzione principale durante le uscite all'aperto: scattare foto degli splendidi panorami che posso ammirare. Le foto sono irrinunciabili.

Voglio solo ribadire due concetti che ritengo fondamentali:
1) Se state portano a spasso il vostro cane, o passando del tempo con i vostri bambini, sarebbe fantastico se li guardaste. Sia i cani che i bambini. Per loro, ma anche per voi. Evitereste di farmi inchiodare perché, mentre voi giocate a CandyCrush, il vostro bambino di tre anni è corso avanti di cinquanta metri e sbuca da una curva, contromano, mentre io arrivo in bicicletta. Tanto per fare un esempio.
2) Non capirò mai cosa vi spinga a non guardarvi in giro. Forse siete fortunati e non siete mai stati malati, quindi non sapete cosa voglia dire non potervi godere l'aria aperta, l'odore della pioggia o il tepore del sole. Forse state vivendo una situazione difficile sulla quale vi state tenendo aggiornati - e ci sta - ma non potete trovarvi tutti in queste condizioni. Magari sta giocando la vostra squadra mentre siete "obbligati" a passeggiare coi bambini sulla ciclabile la domenica, ma anche in questo caso c'è un'alternativa: la vecchia, cara, mitica radiolina vi permette di guardarvi in giro.
Insomma: se state guidando, state guidando. Dovete prestare attenzione e mettere da parte lo smartphone. Ma vale anche se siete in giro a piedi, o con un cane al guinzaglio: non solo vi perdete qualcosa, ma state anche compromettendo la passeggiata per chi è con voi.

3 commenti:

  1. Stefano Montaletti13 aprile 2018 14:04

    sono anni che ve lo dico, che quegli aggeggi vi stanno succhiando il cervello XD

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  2. Ciao a tutte!

    Il trucco che uso io per non stare sempre attaccato al cell quando esco per passeggiare, è non portarmi il portafogli, di modo che non abbia tentazioni particolari, e ho un piano tariffario da 4Giga al mese, così pochi che non potrei, manco volendo, stare chino sul cell mentre passeggio, sennò li consumerei in 10 minuti ;)

    Sono davvero poche le persone rispettose, degli altri come di sé stesse. Complimenti per il guinzaglio del cane, che non va a stringere il collo. Molte persone lo tengono male, le riconosci quando non gliene frega niente...

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