Ho scritto un libro intitolato "I rompicoglioni non muoiono mai".
Ergo, la parola "rompicoglioni" per quanto mi riguarda è sdoganata.
Chiarito questo punto, intendo approfittarne per riflettere su quelli da social network.
Di rompicoglioni, intendo.
Che sono di due tipi: quelli che hanno da dire, ridire e stradire su tutto e tutti (i famosi Sotuttoio, detentori della Verità Assoluta, che talvolta si affidano anche al Miocugginomihadettoche, ma la sostanza non cambia) e quelli che stracciano i maroni a prescindere con costanti post mistico-poetici sul senso della vita.
Per dire quanto sono profondi.
Sì, come tombini. Ora che lo sappiamo, potete smetterla.
Fatevi un selfie con le dita nel naso e rientrate fra i comuni mortali (prendete esempio da me, guardate come mi sono applicata).
