Ho superato le tre settimane a letto.
Non miglioro ed è sempre più dura, ma ci stiamo lavorando.
Nel frattempo, mi intrattengo come posso. Leggere non sempre è facile, con i dolori forti.
Guardare la TV, dopo un po', diventa pesante (sì, anche per me, che la guardo per lavoro da 15 anni).
Per fortuna, c'è internet.
O per sfortuna.
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
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domenica 15 gennaio 2017
lunedì 24 ottobre 2016
Non si va oltre al titolo (Il canto del cigno del redattore)
Anni fa la prendevo sul ridere: a Satellite mi cambiavano sempre i titoli degli articoli. Sempre.Ma lo facevano per un validissimo motivo: il caporedattore era un genio e trovava sempre dei fantastici giochi di parole con le serie di cui scrivevo.
A me non venivano in mente: mi concentravo sul contenuto, limitandomi ad anticipare - per quanto possibile - l'argomento dell'articolo nel titolo.
Poi sono arrivati i social network.
Tempo qualche anno, e il titolo ha preso il posto dell'articolo: tutti a commentare i post condivisi senza averne letto il contenuto.
Gioco forza, il titolo si è trasformato: è diventato il cattura-lettore.
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domenica 28 febbraio 2016
La dura vita dello scrittore (e del giornalista)
Ho sempre pensato che la capacità di mettersi in discussione sia l’elemento che fa la differenza fra migliorare nella vita e nel lavoro, oppure scegliere di restare sempre uguali a se stessi.
Tutti noi cresciamo, inevitabilmente.
Ho appena compiuto quarantuno anni e non me li sento per niente, a volte. In altre occasioni, mi accorgo di fare e pensare “cose da quarantenni”, in modo naturale.
Scrivere è la stessa cosa: se sei uno scrittore, a volte ti accorgi di aver prodotto qualcosa di nuovo, in altre occasioni ti sembra di essere ancora il ragazzino aspirante giornalista o scrittore, o critico, di una volta.
giovedì 25 giugno 2015
Grammatica in svendita: venghino siori, venghino!
Ci sono due cose che non sopporto del mio rapporto con la lettura: la (recente, devo dire) fissazione di terminare qualsiasi libro iniziato, a meno che non sia proprio illeggibile, e l'incapacità di trovare uno scrittore esordiente o autopubblicato che non confonda "le" con "gli".
Pensate che esageri? Forse. Ma al terzo romanzo consecutivo osannato dai lettori su Amazon (colpa mia: dimentico spesso come funzionano le recensioni) e infarcito di errori di grammatica, mi sono un attimo innervosita. Possibile che in un libro dato alle stampe - seppur digitali - si confonda "sarebbe" con "fosse"? "Gli" con "loro"? E, maledizione, "le" con "gli"?
Dove siamo, a una svendita della grammatica? Il romanzo che sto terminando (costo in ebook: €0,99) ha avuto una recensione che mi ha molto colpita: "peccato per qualche errore di battitura che disturba un po', ma considerato il basso costo si può accettare".
Pensate che esageri? Forse. Ma al terzo romanzo consecutivo osannato dai lettori su Amazon (colpa mia: dimentico spesso come funzionano le recensioni) e infarcito di errori di grammatica, mi sono un attimo innervosita. Possibile che in un libro dato alle stampe - seppur digitali - si confonda "sarebbe" con "fosse"? "Gli" con "loro"? E, maledizione, "le" con "gli"?
Dove siamo, a una svendita della grammatica? Il romanzo che sto terminando (costo in ebook: €0,99) ha avuto una recensione che mi ha molto colpita: "peccato per qualche errore di battitura che disturba un po', ma considerato il basso costo si può accettare".
lunedì 23 marzo 2015
Questione di forma
Ho già scritto sull'argomento, più volte. Non ci torno perché sono monotematica, bensì perché credo che sia importante. E poi, colgo l'occasione offerta dagli studenti che mi sottopongono articoli, saggi e lavori vari sulle serie tv, per avere dei consigli.
Non sempre ho tempo di valutarli tutti, ma ci provo. Domandare è lecito, rispondere è cortesia e io credo che la cortesia sia uno dei punti fermi della vita (con chi è cortese, gli altri possono attaccarsi al tram, come si dice).
Detto ciò, gli articoli che mi sono arrivati negli ultimissimi giorni hanno un denominatore comune: contenuti potenzialmente interessanti, forma non curata. O addirittura scarsa.
C'è questa tendenza a valutare il messaggio tralasciando il modo di esprimerlo.
Tendenza che, per me, dal punto di vista della scrittura è uno dei mali del nostro tempo.
Non sempre ho tempo di valutarli tutti, ma ci provo. Domandare è lecito, rispondere è cortesia e io credo che la cortesia sia uno dei punti fermi della vita (con chi è cortese, gli altri possono attaccarsi al tram, come si dice).
Detto ciò, gli articoli che mi sono arrivati negli ultimissimi giorni hanno un denominatore comune: contenuti potenzialmente interessanti, forma non curata. O addirittura scarsa.
C'è questa tendenza a valutare il messaggio tralasciando il modo di esprimerlo.
Tendenza che, per me, dal punto di vista della scrittura è uno dei mali del nostro tempo.
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martedì 2 aprile 2013
Morto e mangiato: zombie a fin di bene
Mentre ieri sera si è conclusa (sigh) la terza, strepitosa stagione di The Walking Dead (qui la mia recensione per FOX), noi zombofili non stiamo certo con le mani in mani.
Insieme a quel genio di Paolo Franchini (lui è il genio, io l'esaltata) è nato "Morto e mangiato": una raccolta di (brevissime) zombie story a fini benefici.
Il termine ultimo per la consegna dei racconti è il 2 novembre (data alquanto azzeccata, non trovate?) e visto che abbiamo già ricevuto un po' di materiale abbiamo pensato di chiudere il primo volume a 100 racconti (il libro si intitolerà quindi: Morto e mangiato - 100 storie di zombie)...
Insieme a quel genio di Paolo Franchini (lui è il genio, io l'esaltata) è nato "Morto e mangiato": una raccolta di (brevissime) zombie story a fini benefici.
Il termine ultimo per la consegna dei racconti è il 2 novembre (data alquanto azzeccata, non trovate?) e visto che abbiamo già ricevuto un po' di materiale abbiamo pensato di chiudere il primo volume a 100 racconti (il libro si intitolerà quindi: Morto e mangiato - 100 storie di zombie)...
lunedì 2 agosto 2010
Adattati tu, che m'adatto anch'io
Okay, è passato un po' di tempo in effetti. La cosa mi è un attimo sfuggita di mano e questo post è caduto nel dimenticatoio.Lo ripesco.
Di questi tempi, del resto, non si butta via niente. No?
L'ispirazione veniva dalla presentazione del nuovo Devoto-Oli (edizione 2011), fedele (e... devoto, appunto) compagno d'avventure quotidiane della sottoscritta.
Tale presentazione mi ha fatto venire in mente che bisogna cogliere l'attimo.
Così colgo l'occasione per levarmi un sassolino dalla scarpa. Anzi, due.
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