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domenica 28 febbraio 2016

La dura vita dello scrittore (e del giornalista)

Ho sempre pensato che la capacità di mettersi in discussione sia l’elemento che fa la differenza fra migliorare nella vita e nel lavoro, oppure scegliere di restare sempre uguali a se stessi.
Tutti noi cresciamo, inevitabilmente.
Ho appena compiuto quarantuno anni e non me li sento per niente, a volte. In altre occasioni, mi accorgo di fare e pensare “cose da quarantenni”, in modo naturale.
Scrivere è la stessa cosa: se sei uno scrittore, a volte ti accorgi di aver prodotto qualcosa di nuovo, in altre occasioni ti sembra di essere ancora il ragazzino aspirante giornalista o scrittore, o critico, di una volta.

mercoledì 7 maggio 2014

Self-publishing per tutti!

Sto dettando all'iPhone questo post. Speriamo non faccia troppi errori.
Io sto parlando piano, scandisco bene le parole e sono pronta per doppiare, che so, una pubblicità della Falqui; visto che sono a letto, tanto per cambiare, con il Signor Crohn in'zzato come una biscia da tre mesi (la primavera è arrivata da mo', FATTENE una ragione!) con coliche continue e complicanze varie (artrite peggiorata, ascessi, piaghe, febbre alta, dolori alla schiena, nausea, emicrania).
Non ho molta energia, ma ci tengo a servirmi di quella residua (dopodiché, fra un'ora esatta chiuderò gli occhi sperando di riposare) per parlarvi del self-publishing.
Alle 14.00 ci sarà la seconda #selfpubchat promossa da Narcissus.

venerdì 18 ottobre 2013

(Ancora) la questione della lingua

Pochi giorni fa ho riaperto il blog sulle serie tv (spiegando il motivo della mia lunga assenza) così oggi riprendo in mano questo, sperando di ritrovarvi tutti... Perché vorrei proprio avere la vostra opinione.
Da lettrice compulsiva e da scrittrice, considero da sempre la qualità della prosa come una caratteristica irrinunciabile per un buon libro.
Mi spiego: un libro scritto male, per quanto possa essere originale o raccontare (male, appunto!) una storia potenzialmente interessante, per me non ha valore. Lo lascio perdere subito.
Oggi mi è capitato di "infilarmi" in una discussione su Facebook e mi è parso di capire che la tendenza attuale è opposta alla mia: va bene tutto, scritto anche in un italiano stentato, con errori grammaticali o con un uso improprio della punteggiatura. Basta che il contenuto sia originale.