Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta social network. Mostra tutti i post

mercoledì 15 febbraio 2017

La noia, che brutta bestia...

Il problema principale del web e dei social network non sono le "legioni d'imbecilli" che descriveva Eco. No. Sono le legioni d'annoiati.
Per una strana forma di masochismo, di tanto in tanto leggo i commenti alle notizie principali sui vari siti, incappando in un buon 75% di commentatori che non conoscono le regole basilari della grammatica (e dell'educazione), ma soprattutto che sono totalmente impreparati sulla materia di cui discutono (fondamentalmente perché non leggono).
Al grido di "Non sono un medico, MA" sotto agli articoli sulla meningite, a quello di "Il processo è chiaramente una farsa" (?) sotto quelli relativi ai casi giudiziari più disparati e di "Ha fatto bene, perché se lo meritava" a commento di notizie su gente che tenta d'investire la polizia, la NOIA regna sovrana.
Non avendo di meglio da fare, lagggente s'improvvisa opinionista. Sgrammaticata.

domenica 5 febbraio 2017

Gay vegani ne abbiamo?


Me lo chiedo perché ieri ho aperto un nuovo blog. Un blog di cucina, per la precisione, dedicato esclusivamente alla cucina vegana.

Sto imparando e avevo voglia di condividere idee e suggerimenti con chiunque abbia voglia di scambiarne.
Inoltre, postando su Facebook le foto dei miei piatti, finivo per dover scrivere sempre la ricetta e rispondere a chi mi chiedeva di tenerne traccia. Perciò, ecco Daily Vegan.
E fin qui, tutto bene. Stamattina, però, ho aperto un account Twitter dedicato al nuovo blog, e... Apriti, cielo!
Cercando chi seguire, sono incappata in tweet piuttosto spaventosi.


domenica 15 gennaio 2017

Livello culturale: bestemmia

Ho superato le tre settimane a letto.
Non miglioro ed è sempre più dura, ma ci stiamo lavorando.
Nel frattempo, mi intrattengo come posso. Leggere non sempre è facile, con i dolori forti.
Guardare la TV, dopo un po', diventa pesante (sì, anche per me, che la guardo per lavoro da 15 anni).
Per fortuna, c'è internet.
O per sfortuna.

martedì 19 luglio 2016

Secondo me siete tutti matti...

Secondo me siete tutti matti. Oppure la matta sono io... Però le ho viste, queste cose.
Ultracinquantenni col naso incollato allo smartphone, per giocare a Pokémon Go.
Ventenni che protestano su Facebook perché, a causa del disastro ferroviario, non mandano in onda Temptation Island (sì, quel fintissimo "reality" fondato sul passatempo preferito dello spettatore di tv spazzatura: le corna).
Trentenni che condividono (e condividono, e condividono...) l'ennesima, stupidissima bufala sui dati personali diffusi da Facebook e su Whatsapp che è diventato a pagamento a tua insaputa.
Manco ti stessero ristrutturando l'attico senza avertelo detto, insomma...

venerdì 24 giugno 2016

Fatti li cazzi tua: lo stai facendo nel modo sbagliato

Non capisco.
Se uno sta male e stramazza al suolo, si fanno tutti i fatti loro e il poveraccio resta lì finché un'anima pia lo soccorre.
Se vai in giro col Labrador quindicenne e non più camminante in carrozzina, invece, tutti ci tengono a dirti cosa ne pensano.
Se hai un neonato in braccio e sei al mare, tutti ci tengono a spiegarti che dovresti spalmargli meglio la crema solare e come dovresti farlo.
Se sei cicciona e vai in bici, tutti ci tengono a farti notare che sei una cicciona in bici.
Se hai la vitiligine e sei abbronzata (perché, seppur cicciona, vai in bici), tutti ci tengono a chiederti cos'hai fatto alle mani.
Ora, mi chiedo: com'è che s'ignorano gli altri quando serve e ci si fanno i cazzi altrui in tutti i restanti casi? L'effetto social network s'è trasferito nella vita reale?

mercoledì 8 giugno 2016

Il meglio del nostro peggio. La cultura dell'odio, round 2

Contraddizione: affermare di ODIARE una persona (che nemmeno si conosce) perché diffonde una cultura dell'ODIO.
Gianluca Buonanno, appena cinquantenne e padre di due bambini, è morto in un incidente stradale.
Subito dopo la diffusione della notizia, sui social network si è scatenata la festa: foto di fuochi d'artificio, messaggi di derisione, ma soprattutto espressioni di gioia per la morte di una persona.
Ora.
Che Buonanno non fosse Mister Diplomazia, e magari nemmeno Mister Intelligenza, e che l'avesse fatta fuori dal vaso ben più d'una volta, è cosa nota e indiscutibile. Ma da qui a festeggiarne la morte ce ne passa.

lunedì 22 febbraio 2016

Legioni d'imbecilli

Legioni d'imbecilli. Chi sono, io, per dar torto a uno come Umberto Eco? Nessuno.
Tant'è che, per la serie il danno e la beffa, la stessa morte di Eco ha dato voce a quelle legioni.
Umberto Eco ci ha lasciati il 19 febbraio 2016.
La notizia della sua morte, com'è giusto che fosse, si è sparsa per il web, subito dopo un altro lutto letterario, quello che aveva appena portato via Harper Lee.
Non scrivo per raccontarvi chi era Umberto Eco, né per dirvi chi era per me.
Si è già scritto di tutto, in questi giorni.
Tranne, forse, quanto avesse ragione.
Perché le legioni d'imbecilli si sono date da fare quando due capostipiti, su siti istituzionali di agenzie stampa e redazioni prestigiose, si sono copiati a vicenda, scrivendo che l'ultimo libro di Eco s'intitolava "Anno zero". Anziché "Numero zero".
Non so chi sia stato il primo, so solo che altri l'hanno ripreso, ritwittato, sparso per il web. Seguiti da legioni d'imbecilli.

giovedì 24 dicembre 2015

Il post di Natale

Il tradizionale post natalizio ci vuole, dai.
Quantomeno per parlare del post natalizio da social network che ci affligge in questi giorni.
Quello in cui si fanno gli "auguri a tutti, belli e brutti" (e vi assicuro che non è il meno originale in cui sono incappata oggi).
Il post in cui si espone, con ricca documentazione fotografica da varie angolazioni, il menu da 37 portate che ci si prepara a scofanare (noi siamo in quattro, a proposito, e mangeremo pizza fatta in casa e pandoro. Punto).
Il post in cui si sparge ammmmòre per il mondo, anche quando per gli altri 360 giorni l'anno (il buonismo natalizio dura in media 5 giorni, sui social (indagherò per vedere se c'è una ragione scientifica) ci si lamenta e basta: del caldo in estate, del freddo in inverno, dell'assenza di freddo in inverno, dello smog, del capo, del collega, della moglie e del marito, del cane e del gatto.

mercoledì 28 ottobre 2015

Come sto? BENISSSSSIMO!

Io mi ritrovo sempre a sorridere, al cospetto di foto improbabili lodate dagli amici di chi le pubblica.
Ma a volte ci rifletto anche un po' su: i social network sono lo specchio dei nostri comportamenti con gli altri... Con l'aggravante della "vigliaccheria" (per chi si cela dietro pseudonimi o dietro l'anonimato) e col vantaggio dell'essere invisibili (provate a nascondere un'incontrollabile espressione di disgusto, dal vivo...) derivati dal fatto di trovarsi in rete.
A un'amica che esce dal parrucchiere conciata come Moira Orfei e pubblica un selfie chiedendo: "Come mi sta il nuovo look?", si può rispondere solo una cosa: "Benisssssimo".
Perché è l'unica risposta possibile. Al massimo possiamo mettere un like ed evitare commenti, ma non c'è molta altra scelta. Perché la risposta più adatta sarebbe, appunto, "Me pari Moira Orfei, ma più vecchia". Però non la leggerete mai, se non da parte di qualche buontempone che poi aggiungerebbe una faccina e un innocente "Scherzo!".
E che, invece, non scherza affatto.

martedì 13 ottobre 2015

10 considerazioni random. Come siamo messi, signora mia!

Stamattina su Facebook ho visto diversi link, commenti e video che mi hanno fatta pensare.
1) L'Espresso pubblica un articolo corredato da una foto delle Femen, dal titolo "Il femminismo ha perso?". Sì. Per me la risposta è sì. Il femminismo ha perso, almeno con le Femen, nel momento in cui le "femministe" hanno iniziato ad andare in giro con le tette di fuori nel Nuovo Millennio. Presentandosi anche spesso in incursioni "pilotate" in Paesi stranieri che le hanno rese molto poco credibili. Un conto è bruciare i reggiseni, un altro mostrare che non li si indossa (battuta, dai, apprezzate). Se nel 2015, per farsi ascoltare e attirare l'attenzione su tematiche importanti, le donne hanno ancora bisogno di spogliarsi (nel nostro Paese, almeno) siamo messi male. Molto male.
2) Miss Italia si "vendica" dei suoi detrattori con Le Iene.

martedì 19 maggio 2015

I perché dei social network: amletici dubbi sulla nostra vita in rete

Ho delle domande che mi assillano, da tempo. I miei perché dei social.
Li riduco a dieci, con grande sforzo, e le condivido con voi, nella speranza di: a) sentirmi meno sola (ditemi che ci avete pensato anche voi!); b) illudermi che esistano risposte sensate ai quesiti (provateci, vi prego); c) accettare con rassegnazione il fatto che no, non possono esistere risposte sensate ai seguenti quesiti.
1) Perché, Grande Giove, tutti quelli che decidono di "andarsene dai social per fare una pausa e vivere la vita vera" (?) lo annunciano in pompa magna, per poi passare settimane a rispondere a tutti quelli che commentano con un "Nooooo ma dai, resta!"?
2) Perché, santi numi, perché?! Perché vi fate le foto dei profili mezzi ignudi mentre tentate (malamente) di imitare una Blue Steel quando l'unica cosa che vi riesce è l'imitazione di un imbuto incrociato con uno scolapasta? Perché, maledizione?

mercoledì 28 gennaio 2015

Il contatto inutile

Non sono solo su Facebook: sono arrivati anche su Twitter.
Sono ovunque.
Siamo circondati.
Non solo da loro, nossignori.
Anche da tutti quelli che mettono "mi piace" e ritwittano l'insulsa foto.
Perché io, quelli che ogni santo giorno postano una foto di cappuccio e brioche coi cuoricini corredata da un bel "Buongiorno! Vi ho preparato la colazione! Servitevi pure" li prenderei a randellate sulle gengive.
Ripetutamente.

martedì 16 settembre 2014

Dimmi cosa linki e ti dirò chi sei

Facebook, si sa, è fatto per restare in contatto, per farsi compagnia, per stringere nuove amicizie, ritrovare quelle vecchie, condividere interessi.
Sostanzialmente, però, è un modo per farsi i fatti altrui.
Credevo quindi che dagli status e dai commenti avrei capito qualcosa di più delle persone che conosco.
Mi sbagliavo: su quello, siamo tutti più o meno coerenti. Più o meno.
Sono i link, la chiave.
Dimmi cosa condividi e ti dirò chi sei.

lunedì 10 marzo 2014

Il rompicoglioni da social network

Ho scritto un libro intitolato "I rompicoglioni non muoiono mai".
Ergo, la parola "rompicoglioni" per quanto mi riguarda è sdoganata.
Chiarito questo punto, intendo approfittarne per riflettere su quelli da social network.
Di rompicoglioni, intendo.
Che sono di due tipi: quelli che hanno da dire, ridire e stradire su tutto e tutti (i famosi Sotuttoio, detentori della Verità Assoluta, che talvolta si affidano anche al Miocugginomihadettoche, ma la sostanza non cambia) e quelli che stracciano i maroni a prescindere con costanti post mistico-poetici sul senso della vita.
Per dire quanto sono profondi.
Sì, come tombini. Ora che lo sappiamo, potete smetterla.
Fatevi un selfie con le dita nel naso e rientrate fra i comuni mortali (prendete esempio da me, guardate come mi sono applicata).