lunedì 2 novembre 2015

La Polee Bookaholic: i libri di settembre e ottobre 2015

Con l’uscita del mio ultimo libro sono stata piuttosto occupata, quindi in questi due mesi non ho avuto tutto il tempo che di solito dedico alla lettura. Però sono molto fiera di aver portato a termine L’idiota, che volevo leggere da molto tempo e che richiede un certo impegno in termini di attenzione e di tempo, per la lettura. Tempo ben impiegato, visto che si tratta di un grande romanzo. Sono riuscita a trovarlo, questo tempo e ne sono molto felice... Anche se avrei volentieri fatto a meno di buttarne via parecchio altro per leggere The Martian, che è stato una vera delusione. Confido nella versione cinematografica: Matt Damon, sei tutti noi. Portaci via da questa noia letteraria...

L’idiota di Fedor Dostoevskij
Premesso che a me piace moltissimo la letteratura russa, e in particolare Dostoevskij, volevo leggere da tempo questo romanzo e mi sono presa tutto il tempo necessario per assaporarlo come si deve. Ho apprezzato lo stile, elegante ma comprensibile e diretto, la descrizione dei personaggi sempre attenta e profonda, la ricostruzione di un mondo passato in ogni suo aspetto e, naturalmente, il messaggio dell’autore. La storia del principe Myskin non è che il pretesto per sottolineare a più riprese il tema centrale dell’opera: di fronte alla corruzione della Russia con i suoi sotterfugi, i suoi giochi di potere e la sua ambizione, la bontà d’animo, la spiritualità e l’ingenuità di Myskin - cresciuto lontano da quella corruzione - si trasformano in idiozia. I buoni sono gli idioti, coloro che finiscono per avere la peggio perché circondati da squali intenti a sguazzare con disinvoltura nel male della società. Myskin consacra la propria vita e il proprio amore a una donna che lo rifiuta, che probabilmente non lo merita e che pagherà a caro prezzo i suoi errori. Portando lo stesso Myskin a constatare come la purezza dei propri intenti rappresenti, in definitiva, una debolezza. Da leggere, senza dubbio.

La ragazza del treno di Paula Hawkins
L’ho letto con un certo interesse, visto che tutti ne parlavano, grazie alla scelta di offrire diversi punti di vista al lettore. Credo che l’aspetto veramente vincente, forse la chiave del successo di questo romanzo, sia proprio la varietà degli sguardi di chi racconta, sempre in prima persona, e sempre da un punto di vista femminile. Ciononostante il libro, sebbene sia ben scritto, ha due difetti: innanzitutto il responsabile del delitto s’indovina fin troppo facilmente, ma poiché i tentativi di depistaggio dell’autrice sono piuttosto efficaci, alla fine ci si può passare anche sopra. Il problema più corposo, invece, riguarda proprio i diversi punti di vista: l’idea è buona ma non completamente riuscita, perché i diversi “diari” non sembrano far capo a tre persone diverse. Lo stile, troppo simile, fa perdere credibilità al tutto. Persone diverse scriverebbero in molto molto diverso, quindi il pregio più grande del romanzo svanisce si perde nella mancanza di verosimiglianza. Peccato. Probabilmente, però, gran parte dei lettori non lo nota, o non si sofferma sul problema stilistico, quindi il testo risulta essere un thriller abbastanza scorrevole. Ma niente di più. 

The Martian - Il sopravvissuto di Andy Weir
Mettiamola così: confido nel film. Perché il libro non è solo mortalmente noioso, è anche chiaramente scritto come una sceneggiatura in prosa, col solo scopo di diventare un film. E allora lasciamolo così: un film. Un’avventura per il grande schermo che vedrò quando potrò e che, spero, mi farà dimenticare questo noiosissimo racconto in prima persona da parte di un personaggio privo di un vero senso dell’umorismo, eppure determinato a ingannare il lettore facendogli credere di averne uno. Un personaggio che resta solo, isolato dall’umanità, unico abitante di un altro pianeta… E mai una volta nomina i propri cari, la propria famiglia, ciò che gli manca della Terra o qualche episodio passato, limitandosi a riportare continuamente calcoli di cui faremmo a meno, e che lo trasformano in una sorta di Rain Man marziano determinato a sopravvivere - e ci sta - ma non a condividere col lettore qualcosa di sé. Posso dire, ancor prima di aver visto il film, che stavolta supererà di gran lunga l’opera da cui è tratto.

24 ore di terrore di Greg Iles
Ammetto che è stato piuttosto strano: mi sono ricordata di aver visto il film tratto da questo romanzo solo dopo aver iniziato a leggerlo. E, sebbene i miei ricordi del film non fossero freschissimi, ho trovato l’opera letteraria nettamente superiore. Il crimine seriale, chiamiamolo così, perpetrato dalla coppia criminale protagonista, è geniale. Tutto scorre alla perfezione, più volte, finché il piano ideato dal crudele Joey Hickey incontra la famiglia Jennings e le cose precipitano. Un buon thriller, avvincente e ricco di suspense, che scorre senza intoppi. Consigliato agli amanti del genere.



Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon
Sarà il mio cinismo da lettrice compulsiva, o magari lo sguardo disincantato di chi ha già letto molti romanzi che hanno affrontato argomenti simili. Fatto sta che ho trovato l’inizio di questo romanzo fastidioso: mi sembrava, quella di farlo narrare dal quindicenne Christopher Boone, sofferente della sindrome di Asperger, una scelta furba. Una di quelle che strizzano l’occhio al lettore perché non si può non stare dalla parte di un personaggio come Chris: lui è il “debole” della situazione, l’innocente travolto dagli eventi, l’indifeso in balia degli adulti e di un mondo che non lo capisce. E sì, certo, l’autore ha ampiamente sfruttato l’immediata (ma anche “forzata”) simpatia del lettore per il ragazzino, ma l’ha fatto nel modo corretto. Il caso su cui Chris decide di indagare non è che il pretesto per raccontarci la sua vita, le sue difficoltà, il dolore di guardare il mondo e gli affetti da un punto di vista unico, che molti non comprendono e non condividono. Alla fine l’esperimento riesce, perché da una storia che inizia come un giallo veniamo coinvolti da un racconto drammatico ma anche ricco di speranza. Il che spiega il grande successo di questo romanzo, tradotto in più di venti lingue e rappresentato anche in versione teatrale sui palcoscenici di tutto il mondo.

Saluti notturni dal passo della Cisa di Piero Chiara
L’ennesimo romanzo di Chiara in cui tutto fila liscio e il lettore si lascia trasportare in un mondo oscuro e spensierato al tempo stesso, provinciale e d’avanguardia, fedele e infedele, pacifico e aggressivo. Un mondo pieno di contraddizioni: un mondo vero. Tradimento, complotti per l’eredità, provincialismo, sogni proibiti, e naturalmente l’omicidio: nella storia dei Salmarani, degli Spinacroce e della Malerba, tratta da un fatto di cronaca realmente accaduto, ciò che conta non è la verità, bensì il modo di ciascuno di vedere la verità. Chiara ci racconta con leggerezza un triangolo amoroso destinato a finire in tragedia. E lo fa senza mai perdere un colpo, ricostruendo con efficacia personaggi ma soprattutto atmosfere di un’epoca in cui la famiglia e il tradimento convivevano pacificamente. A patto che nessuno si facesse sfuggire di mano la situazione… 

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