mercoledì 14 novembre 2012

Io mi sono rotta, voi no?

Colgo l'occasione della manifestazione di oggi, ultima di una lunga serie di appuntamenti in cui qualcuno ci rimette la pelle o ci va vicino.
Ancora una volta un poliziotto.
Io ho un profondo rispetto per le forze dell'ordine e non riesco proprio a capire perché diavolo chi ce l'ha col Governo se la prenda coi poliziotti.
Sono anche stufa marcia di gente che va armata e mascherata alle manifestazioni, scatena una guerriglia e poi grida al massacro quando la polizia interviene.
Diamoci un taglio.
Perché i martiri, quelli che manifestano per ciò in cui credono, coloro che esercitano il loro sacrosanto diritto a protestare, non indossano il passamontagna. O il casco. O le maschere.
E non vanno a manifestare con spranghe, coltelli, pietre e bombe incendiarie.

I manifestanti (e dimentichiamoci la "frangia violenta" dei pochi: sono tanti quelli che vogliono far casino e basta) sono lì per loro scelta. I poliziotti no: si limitano a fare il loro lavoro.
Indossano la tenuta antisommossa e per mille e pochi più euro al mese scendono in piazza pronti a diventare vittime di aggressioni, sassaiole o semplicemente insulti che non sono rivolti a loro, bensì allo Stato che rappresentano.
E qui casca l'asino.
La polizia non è "nemica". La polizia non è "schiava dello Stato".
La polizia è al servizio del cittadino. E' quella che chiami quando sei nei guai e non sai che pesci pigliare.
La polizia è quella che viene a salvarti il culo quando nessun altro può aiutarti.
E i poliziotti sono persone come tutte le altre: mariti, padri, fratelli, figli.
La gente pare dimenticarlo e preoccuparsi solo dei manifestanti che rimangono coinvolti negli incidenti.
Causati da altri manifestanti.
I poliziotti hanno opinioni magari simili a quelle dei manifestanti: anche loro avrebbero di che protestare contro il Governo.
Eppure stanno lì.
Ad arginare la furia dei violenti.
E puntualmente vengono messi in croce.
E puntualmente il punto di vista è solo uno: quello dei manifestanti vittime indifese di quei cattivoni dei poliziotti.
E puntualmente qualcuno si fa male.
E puntualmente, la gente continua a dimenticare i disastri compiuti nel corso delle manifestazioni degli ultimi anni. La paura della gente costretta a barricarsi in casa. Le città a ferro e fuoco. I danni. La rabbia di chi si vede bruciare l'auto o infrangere la vetrina senza avere alcuna colpa.
La smettiamo di dimenticarci di queste cose?
La smettiamo di stare dalla parte dei violenti?
La smettiamo, per favore, di prendere le difese di quelli che fanno casino e di dare la colpa, per partito preso, a chi sta solo facendo il suo lavoro?
Vogliamo crescere e imparare a rispettare il lavoro di chi fa di tutto per la collettività... con mezzi pari a niente?



Ah, P.S.: il ragazzino con la testa insanguinata, preso a manganellate dalla Polizia e che sta facendo indignare tutti sui social network è spagnolo. Le ha prese dalla Polizia IN SPAGNA. Sapevatelo.

17 commenti:

  1. STRADACCORDO! Parole sacrosante!

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  2. sono completamente d'accordo con te...

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  3. D'accordo con te.
    Io sono anti violenta per natura; sono dell'idea che se si usa la violenza si passi automaticamente dalla parte del torto. Se mi prudessero proprio tanto le mani e volessi usare la violenza cercherei di centrare il bersaglio che non è di certo chi sta facendo il proprio lavoro ma, chi ha causato il male...

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  4. Grande! Hai espresso perfettamente quello che penso anch'io!

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  5. http://video.repubblica.it/dossier/protesta-studenti-autunno-2012/roma-manganellate-in-faccia-a-un-manifestante/110783/109171

    Non condivido UNA parola di quello che hai scritto, 1. perché non c'eri 2. perché anche questo poliziotto è un padre fratello figlio, ma la furia con la quale manganella in faccia un ragazzino di 15 anni me lo fa schifare prima come uomo e poi come tutore dell'ordine. 3. perchè era scritto su tutti i siti che la foto del ragazzino (13 anni) insanguinato è stata fatta in spagna. E con questo? Non ci dovrebbe toccare? non l'avete capito che ormai la protesta è globale, e la risposta delle polizie di tutto il mondo è la stessa, pronta a difendere il potere costituito. Se a voi sta bene tenetevelo, ma non infangate chi cerca di lottare con tutti i mezzi per un futuro migliore di questo. E se per voi una vetrina rotta è più grave di una testa rotta, beh, mi sa che è ora che rivediate la vostra scala di valori.

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    1. Vedi, credo sia proprio questo il problema. Qui non stiamo paragonando teste rotte a vetrine rotte. Perché le teste rotte sono anche quelle dei poliziotti, spesso. Che sono lì perché ci devono stare, come i manifestanti che ci vogliono stare (col già citato sacrosanto diritto alla protesta). Il problema è l'identificazione della polizia come un "nemico" servo dello Stato. Come se fosse colpa della polizia ciò per cui si protesta. Quindi, dovendosela prendere con qualcuno, voilà. Sassaiole ai poliziotti, auto incendiate... Le scale di valori non sono da rivedere. Sono proprio da ricostruire: protesta, proponi una soluzione alternativa e verrai ascoltato. Magari non la prima, non la seconda, magari solo la trentesima volta. Tira un sasso in testa a qualcuno e nessuno ti ascolterà mai (facendo bene, per altro). Non sono gli oggetti delle contestazioni ad essere sbagliati. Sono i modi. E l'ottusità di identificare il nemico con chi è lì solo perché fa il suo lavoro.

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    2. Ieri a Roma le manifestazioni sono state assolutamente pacifiche fino al momento in cui hanno cercato di dirigersi verso i palazzi del potere, per far sentire più da vicino ai politici le voci del dissenso. Per la grande maggioranza erano ragazzi delle superiori, quindi dai 14 ai 19 anni. In quel momento sono stati caricati INDISCRIMINATAMENTE per impedire ai cortei di andare dove volevano. Il motivo delle cariche era solo ed unicamente quello, difendere i palazzi del potere e coloro che li occupano. Fino a quel momento non era stato lanciato niente verso nessuno. Ho visto adulti picchiati perché cercavano di difendere i ragazzini dalla furia della polizia. Bisogna stare là o almeno informarsi prima di dare sentenze.

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    3. Ah, ci sono stata in manifestazione, ai miei tempi. Abbastanza spesso da vedere cariche della polizia (o di altri manifestanti) e finirci in mezzo. Ma in base alla mia esperienza non sono mai i poliziotti a cominciare. Ci sono anche altri modi di informarsi, sai? E per come la vedo io argomentare la propria posizione non significa "dare sentenze". Dici che continuerai a vedere il nemico nella Polizia finché i poliziotti non manifesteranno accanto a te? Benissimo. Io continuerò a vedere nei manifestanti violenti il nemico finché non si schiereranno accanto alla Polizia per mantenere l'ordine. Punti di vista.

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  6. Purtroppo dopo i terribili fatti del G8 di Genova si tende a vedere la polizia in tenuta anti sommossa come un gruppo di Ultras gestito dallo stato, che picchiano tutti senza riserva. Bisogna fare attenzione a non generalizzare, ogni scontro con la polizia non è una nuova scuola Diaz. Certo, alla Diaz hanno sbagliato, alcuni non hanno ancora pagato e questo fa innervosire molto, ma bisogna fare attenzione. E' giusto manifestare, è giusto esprimere le proprie opinioni, ma non si deve passare quel limite che da giustizia fa passare automaticamente nell'illegalità, non si devono insultare o aizzare le forze dell'ordine. Sono pagati per placare le sommosse e di certo non lo fanno porgendo dei fiori a chi gli tira le pietre.
    Bisogna imparare a manifestare i propri ideali pacificamente, bisogna imparare ad urlare i propri diritti senza insultare, senza causare spargimenti di sangue.
    Distruggere le città, prendersela con le filiali delle banche, assaltare i negozi, rompere i vetri alle auto: ma che senso ha? Questi danni ricadono sulla gente comune, persone come noi che magari hanno fatto un mutuo per permettersi quel negozio, quell'auto, gente che lavora nelle filiali delle banche e si limita a fare il suo lavoro. Se il tasso d'interessi è basso, se il mutuo non è a tasso fisso e la banca decide quanto devi pagare ogni mese, la colpa non è dell'impiegato allo sportello, lui è soltanto l'anello finale della catena.
    Bisogna imparare a manifestare usando la testa e imparando a controllarsi. Non è con la violenza che si ottengono le cose!

    Brava Chiara! =) Apprezzo questo post!

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    1. Hai centrato subito il punto: come ho appena twittato, "Protesta, spiega le tue ragioni, proponi un'alternativa e prima o poi verrai ascoltato. Lancia sassi e (giustamente) non ti ascolteranno mai".
      Bisogna lavorare sui MODI e sui DESTINATARI della protesta: non è la violenza. E non sono i poliziotti.

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    2. i MODI della protesta nascono dal fatto che i poliziotti impediscono con la forza ai manifestanti di raggiungere i DESTINATARI della protesta stessa. I poliziotti sono uno strumento in mano ai potenti (che li sfruttano per continuare a fare i propri comodi), quando lo capiranno e si schiereranno al fianco dei manifestanti per protestare avranno la mia stima. Fino ad allora per me saranno il nemico da combattere per raggiungere il mio scopo, cioè sovvertire l'attuale status quo.

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    3. e una volta che arrivi a 30 cm da un "potente" per gridare la tua protesta, cosa avrai ottenuto?
      Pensi che ti ascolteranno?
      Non capisci che c'è chi manovra queste manifestazioni in quelle direzioni, proprio per far accadere queste tragedie?
      Hai mai studiato la storia moderna?
      Senza pensare di voler cambiare il mondo, ricordati che in Italia, fino a quando ci saranno "pane e calcio", nessuno sovvertirà mai niente davvero!!!!

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  7. Lo sa il mondo intero che il ragazzino le ha prese in Spagna.
    Questo non toglie che ieri qualcuno le ha prese anche qui in Italia.
    I poliziotti, secondo me, sono persone e a volte sbagliano e soprattutto NON SONO TUTTI UGUALI.
    Poi che ci sono sempre dei dficienti armati e con tanto di casco che si divertono a far casino lo sappiamo, a Roma soprattutto, la domenica sono negli stadi.
    Francine

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  8. Hai perfettamente centrato il punto. Io non ho nulla contro chi manifesta, è un diritto sacrosanto farlo, scendere e farsi sentire in un modo dove la democrazia non è poi così tanto democrazia. Ma quello che non sopporto è chi va alle manifestazioni, viso coperto, e inizia a lanciare sassi, inizia a fare violenza su una manifestazione pacifica. Ho visto foto di poliziotti feriti, ho visto foto di manifestanti innocenti caricati. Ho visto una foto, bruttissima, di un poliziotto che manganellava un povero manifestante che gli dava le spalle.
    Ecco, a me proprio non piace questo manifestare violenza. Abbiamo festeggiato degnamente un nobel per la pace dato all'Europa.

    L8D

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  9. Brava Chiara sono completamente d'accordo con te; vorrei anche ricordare che in altre occasioni quei "poverini" che manifestano e sfasciano tutto gridavano
    10, 100, 1000 Nassirya......

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  10. In un giorno in cui l’intera Europa si è mossa contro le politiche antipopolari che stanno succhiando la vita al pianeta intero, decine di migliaia di giovani italiani sono stati selvaggiamente aggrediti da forze di polizia lanciate dai loro capi a caccia del ribelle con il casco, del tipo con l’orecchino, della ragazza da stuprare a colpi di manganello. Di fronte a questa tragedia, che rende più cupo l’avvenire, c’è sempre poi qualche imbecille che cita Pasolini che nel ’68 scrisse di essere umanamente vicino ai poveri poliziotti e distante da quelli che lui pensava fossero i “figli di papà” protagonisti di Valle Giulia. Sono passati oltre quaranta anni e sarebbe ora di dire che quel testo di Pasolini, pur salvando le cose intelligenti che diceva sull’origine sociale dei poliziotti, era una immane cazzata. Gli studenti del ’68 non erano infatti dei figli di papà, ma il frutto della scolarizzazione di massa. Erano dunque in larghissima maggioranza figli di operai, di piccola borghesia, di ceti medi proletarizzati. E sarebbe anche il caso di ricordare che da allora tutto è cambiato. Oggi i ragazzi che manifestano hanno ancora più ragioni per essere arrabbiati, perché destinati a una precarietà disperante, mentre i poliziotti che li fronteggiano sono poveracci sì, ma rimbecilliti da una propaganda fascistoide assordante, che li rende automi manipolati da capi senza scrupoli. Inoltre tra i molti poliziotti che, nonostante tutto, tentano di fare il loro mestiere con qualche dignità c’è anche una significativa minoranza di veri e propri criminali in divisa. I loro capi, a cominciare dai massimi vertici della Polizia, sono organici a tutte le logge, le consorterie e le mafie statali e private di questo paese. Non a caso da Genova 2001 in poi c'è stata una serie di massacri polizieschi gratuiti, sempre accompagnati da violenze, da soprusi, da arresti arbitrari, da vere e proprie torture ecc. Ora, con il governo tecnico, siamo alla ferocia “tecnica”, come se aggredire in dieci un ragazzo sanguinante a terra fosse un fatto normale, un’azione di routine. No, qui si tratta di violenza bestiale, esercitata da squadre killer in difesa di una classe di privilegiati senza anima, né dignità. L’unica cosa che si può dire ai nostri ragazzi è che non si lascino spaventare da questa politica scientifica del terrore. Vogliono spegnere i movimenti di protesta sacrosanti nel sangue e nella paura, ma non ci riusciranno

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  11. vediamo .... se si accetta democraticamente, quello che devo dire

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