giovedì 10 dicembre 2009

True Blood: datemi un coperchio, presto!


Mi sembra di aver chiarito sufficientemente il concetto: io ADORO True Blood. L'ho scritto un po' ovunque (sul Magazine di FOX, su Telefilm Magazine, su Sat Guida TV) e tendo a ribadirlo con frequenza.
Un po' perché essendo vampirologa di vecchia data è piuttosto facile conquistarmi con dei personaggi dai denti aguzzi. E un po' perché Alan Ball ha dimostrato ancora una volta di sapere il fatto suo e ha scelto di rendere splendidamente omaggio alla tradizione letteraria che attribuisce alla figura del vampiro le pulsioni sessuali proibite e la paura della diversità.
Siccome, come abbiamo capito, apprezzo, e siccome nasco come sceneggiatrice e dietro a True Blood c'è un lavoro di scrittura eccellente, l'eterna questione dell'adattamento dei dialoghi non smette di darmi il tormento. 


Uno dei grandi pregi della tv satellitare è la possibilità di seguire le serie in lingua originale.
Fosse per me, farei a meno del doppiaggio e guarderei tutto in inglese (le serie francesi ve le guardate voi. E pure quelle italiane, eccezion fatta per Boris), ma la costante caccia di qualche frase buona e il dovere di tenermi aggiornata sui guai derivanti dall'adattamento me lo impedisce.
Quindi, se posso storicamente capire gli anni '70 e '80 con l'adattamento dei dialoghi edulcorato e infarcito di tempi verbali sbagliati, non posso sorvolare sull'uso improprio di traduzioni all'alba del 2010.
E che diamine.
Ci siamo già beccati maestri rosa, stupratori di fanciulle e klingoniani, ma evidentemente non è servito a molto se dobbiamo sorbirci anche piante per piantagioni, coperchi e cercavampiri.
E qualcuno deve pur dirlo.
Il riferimento a Via col vento nella battuta di Tara a un cliente del Merlotte's (porto il nome di una piantagione – e non di una pianta, come tradotto) si perde. Così come il sottotesto sul razzismo.
Le fangbanger – capisco la difficoltà di tradurlo, ma metterci un po' di impegno? - si trasformano in banali “cerca vampiri” e la frase di Sam: “Sookie, io non sono un coperchio per quando ti senti sola” è emblematica non solo dell'imperizia degli adattatori ma anche della tendenza che l'adattamento imprime alle sue povere vittime indifese: il nonsense.
Basta un termine impreciso o errato e tutto il dialogo che segue si trasforma in una sequela di assurdità. E succede continuamente, in True Blood come in molte altre serie.
Non so voi, ma io credo che sia una cosa grave: in un certo senso è una forma di censura. A volte voluta (bitch non si può sempre scambiare con “carogna”, suvvia), a volte (e credo sia peggio) inconsapevole.

Io voglio sentire le parole che gli sceneggiatori hanno selezionato per me, non quelle mal interpretate dagli adattatori.

E se io cerco di essere precisa quanto posso nel mio lavoro, controllando scrupolosamente nomi, date e stagioni (su quasi 2000 articoli per il magazine di Foxtv.it ho collezionato finora 6 errori, e me li tengo tutti segnati), non vedo perché gli adattatori non debbano farlo.
Proprio non vedo perché.

9 commenti:

  1. Candidata al premio "Stupratrice di adattatori" ;)

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  2. Chiara non potresti avere più ragione di così. A volte quando riguardo le serie in italiano mi viene da spaccare la tv contro il muro, poi però ricordo che la tv è mia e non lo faccio :D
    Per chi non capisce l'inglese non è facile comprendere quando viene perso con una traduzione impropria, è per questo che gli errori continuano ad esserci, perché nessuno si lamenta!
    Che dire...Facciamo un monumento a Sky, Mediaset Premium e ai dvd che ci permettono di seguire le nostre serie in lingua originale.

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  3. Hai ragione, Chiara. E vorrei sottolineare anche l'uso sbagliato del tono con cui vengono dette spesso le battute. "Adoro i miei nuovi vicini di casa" non è una battuta qualsiasi, se a pronunciarla è Dexter Morgan. In Ita questo personaggio perde il 50% del suo carisma proprio grazie a traduzioni approssimative e pessime interpretazioni dei doppiatori.

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  4. Elena (eleprue)13 febbraio 2010 03:15

    Amo le lingue e le studio da quando sono piccola... per me è un mistero come certa gente sia stata assunta per tradurre, non me lo so spiegare e la cosa mi fa anche incavolare parecchio essendo nel campo.
    Il "maestro rosa" di Buffy è stato il massimo, secondo me... -___-"

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  5. Concordo pienamente con te Chiara...sn stati capaci di cambiare la splendida frase di Eric quando dice rivolto a Bill ed Alcide..."Se avete finito di sscoparvi con gli occhi..." in ... "Se avete finito di guardarvi romanticamente!!!!!!...."
    Oppure la mitica frase di Pam.."bla bla bla vampire emergency bl"..con "Roba da vampiri, devo parlarti in privato"....What?..alcune battute perdono il loro significato quando vengno "manomesse". Decisamente preferisco guardarmi la serie in inglese sottotitolata, almeno le traduzioni dei testi rimangono fedeli all'originale!..

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  6. Totalmente d'accordo con te... ed è anche per questo motivo che evito di guardare le serie in italiano, ma prediligo quelle in lingua originale. Un esempio su tutti: il Glee trasmesso su Italia 1 non aveva NULLA a che vedere con quello in lingua originale...e poi ci si chiede come mai i telefilm, soprattutto sulla tv in chiaro, fanno pochi ascolti! o_O ciao, Francesca

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  7. Avevo scritto un commento..è sparito..dunque, pur trovando i doppiatori mooolto bravi credo che trasformare i testi originali con qualcosa di "adattabile" non sia esattamente quello che il pubblico da casa vuole vedere..non mi si può trasformare la frase "Blah blah Vampire Emergency blah" di Pam che è stata sostituita dalla frase: "Roba da vampiri, devo parlarti in privato
    If you two have finished eye-fucking each other can we go?" cambiata in: "Se avete finito di guardarvi romanticamente possiamo andare?". Gli esempi da fare sono innumerevoli...onestamente preferisco guardare la serie in lingua originale con i sottotitoli..almeno sono decisamente più fedeli a quanto recitato!..
    Spero che adesso non compaia anche l'altro commento che ho postato...chiedo scusa in anticipo... =)

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  8. Sono italo-americana parlo, leggo, e scrivo entrambe le lingue correttamente. Vivendo in america ho letto tutti e undici libri in americano e poi ho avuto la cattiva idea di leggere il primo libro della serie in italiano formato e-book (meno male che era gratis sul sito e-pub). Non so proprio come hanno avuto il coraggio di pubblicare questi libri tradotti in un italiano vergognoso... la forma grammaticale e' incorretta, la traduzione delle frasi hanno un significato completamente diverso dall'originale che in italiano non ha alcun senso.

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  9. Dopo quasi un anno dall'ultimo commento, mi permetto di far notare alcune chicche sulla traduzione di The Vampire Diaries.
    Elijah che mi diventa "Elia", ma molto peggio "The Originals" che mi diventa "Gli Originali".
    Vedendo io la serie in contemporanea con la messa in onda Americana e quindi sottotitolate dai vari "volontari" italiani, che avevano tradotto il termine con Antichi che perlomeno suona molto meglio, a questo punto mi si conferma l'idea che i suddetti subbers siano migliaia di volte più arguti come traduttori di quelli "ufficiali". In questo caso la traduzione letterale risulta quasi inascoltabile, uno dei pochi casi in cui andava utilizzato un adattamento maggiore.

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