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martedì 21 febbraio 2017

Il compleanno dei record

Tanti auguri a me, tanti auguri a me... 
Mi sembra ieri, di aver compiuto 40 anni.
Il tempo è volato. Stavolta, però, un po' l'ho afferrato, mentre passava veloce.
Ho afferrato qualcosa di prezioso, per me. Qualcosa che mi ha aiutata a crescere.
Ho pensato, per farmi (sì, a me) un regalo, di condividerlo con voi.
Perché sono cambiate tante, tantissime cose in un anno.
Sono cambiata io.
In parte, è cambiata la mia vita...

martedì 23 aprile 2013

23 aprile - Due anni


Oggi sono due anni che non ci sei più.
Non è vero che il tempo guarisce tutte le ferite.
Ma è vero che bisogna andare avanti, per rispetto a chi non può più farlo, e fare del nostro meglio.
Per costruire, nel nostro piccolo, anche solo una briciola di mondo migliore.
Per lasciarsi dietro il senso di qualcosa.
Anche per te.
Ciao fratellone.
Mi manchi sempre tanto.

Ve lo chiedo col cuore in mano. Firmate la proposta di legge su www.omicidiostradale.it
E' importante. Grazie

lunedì 23 aprile 2012

23 aprile

Oggi è un anno che non ci sei più.
Soffro esattamente come un anno fa.
Ma ho anche imparato qualcosa: che bisogna vivere ogni giorno.
Anche per te.
Ciao fratellone.
Mi manchi tanto.

martedì 10 gennaio 2012

Diamo a Cesare...

Non è uno dei miei soliti post, ma sentivo di doverlo mettere on line.
Penso che capirete.

CIVICA BENEMERENZA ALLA MEMORIA DI FABIO GUSTAVO POLI
"Fabio Gustavo Poli, morto quest'anno (n.d.r.: 23 aprile 2011) a soli 45 anni, oltre che un intelligente ed apprezzato disegnatore pubblicitario, è stato anche una persona molto sensibile al mondo della sofferenza e della malattia, nei confronti dei quali il suo impegno personale è stato notevole. Come Presidente Nazionale dell' "Associazione Sclerosi Tuberosa" e come membro dell' "Associazione Senz'Acca", Fabio Poli ha realizzato numerose iniziativeva favore delle persone disabili: mostre, convegni e laboratori finalizzati all'aiuto di queste persone, alla loro inclusione ed alla loro integrazione in ambiti ricreativi, sportivi e culturali. Fabio Poli si è impegnato anche nell'ambito politico amministrativo cittadino sempre, però, con l'obbiettivo primario di dare sostegno alle persone più deboli e svantaggiate".
Ciao fratellone,
non ti abbiamo dimenticato.
Mai.



venerdì 10 giugno 2011

A un'altra vita, fratello

Non volevo ricominciare ad aggiornare il blog prima di essere pronta.
E per essere pronta, dopo settimane di pianti (e piango ancora, ogni giorno, solo che adesso la cosa è in qualche modo entrata nella mia routine, e la accetto così), dopo settimane di sensi di colpa nel fare le piccole cose quotidiane, dopo settimane di rabbia e di incredulità... Avevo bisogno di due cose.
Di un segno, che è arrivato (mio fratello mi ha fatto visita in sogno, qualche giorno fa, finalmente: messaggio ricevuto, fratellone).
E di una "testimonianza indelebile", di un gesto che sentivo il bisogno di fare.
Le mie sei affezionatissime malattie autoimmuni mi costringono, fra le altre cose, all'assunzione a vita di cortisone ed immunosoppressori il che mi impedisce, ad esempio, di fare tatuaggi (o buchi alle orecchie, qualsiasi altra cosa mi metta a rischio d'infezione).
Così, mentre cercavo in rete il modo per "mettermi addosso" la testimonianza indelebile che volevo, mi sono imbattuta in questo sito.

lunedì 9 maggio 2011

Il festival del dolore. Il festival dell'ipocrisia.

Al momento non avevo realizzato.
So solo che ho letto un sms, poi ho visto un articolo su un sito, poi ho parlato con qualcuno.
So di aver avuto un attacco di panico, di essere uscita per strada, di aver urlato.
So di non aver chiuso occhio e di aver continuato ad avere attacchi di panico, uno ogni mezz'ora, più o meno. Per tutta la notte.
Pare sia normale. Dicono che ci voglia del tempo, per realizzare.
Dicono che deve passare lo shock.
Hanno ragione. Ci ero già passata con la morte di mio padre, e in effetti lo ricordo.
Ci metti un po' a realizzare.
Ma stavolta è stato diverso.
Non ci credevo. Ti guardavo lì, disteso, ti guardavo con i miei occhi. Eppure non ci credevo.
Avevo bisogno di capire se l'incubo si sarebbe trasformato in realtà, di capire se era vero.
Di credere.
Sono passate più di due settimane e ora sì, ci credo.
Lo so che il mio fratellone non c'è più.
Lo so che la persona della mia famiglia alla quale somiglio di più, con la quale c'era davvero intesa, non c'è più.
So che il 23 aprile c'è stato davvero l'incidente in cui hai perso la vita.
So che qualcuno è uscito da un parcheggio laterale, dietro una curva, e facendo inversione ha fatto sì che tu, arrivando in moto, non potessi far altro che finirgli addosso.
Lo so.
Ma accettarlo... Quella è tutta un'altra storia.