Ho in mente questo post da una settimana.
Finalmente sono riuscita a buttarlo giù.
Chissà che serva per far riflettere qualcuno sull'argomento, oltre alla sottoscritta.
Tutto nasce dallo scorso sabato mattina, e dal mio imbattermi nell'autociclopedonervosismo, come lo chiamo io.
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
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venerdì 6 maggio 2016
sabato 1 novembre 2014
Ciclista, m’hai provocato…
Nei 27 minuti che ho trascorso in auto, fra andare e tornare, sono incappata in 46 - QUARANTASEI - “ciclisti della domenica” che hanno infranto il codice della strada, intralciato il traffico, rischiato di provocare incidenti o di farsi investire.
Il Ciclista della Domenica (che, ahimè, spesso si aggira sulle strade anche di sabato), è quello che vorrebbe essere lo Sportivo Serio.
Vestito tecnicissimo e sponsorizzato “Omar - Cessi di tutte le forme e per tutti i gusti” dalla testa ai piedi, di età variabile fra i 28 e i 50, si crede padrone della strada.
Il ciclista occasionale, quello che va a pedalare per fare un po’ di moto, o che usa la bicicletta per andare al lavoro, di solito rispetta le regole. Perché è spesso anche un automobilista rispettoso delle regole e conscio dei pericoli di andare in bici.
Il Ciclista della Domenica, invece, è quello che dal lunedì al venerdì, se attraversi sulle strisce ti investe perché va di fretta, lui.
Non ha mica tempo da perdere. Il sabato e la domenica, invece, occupa la strada.
martedì 25 marzo 2014
Le regole non sono uguali per tutti (Round 2)
Mio marito, del quale parlo sempre molto bene nei miei libri e nei miei post, ha un grande difetto: è pur sempre un uomo. E in quanto tale (e non famoso), qualche sbaglio lo fa.
Soprattutto al volante, dov’è noto che la gente tende a perdere il controllo per un nonnulla.
Fatto sta che il coniuge ha incautamente osato suonare il clacson (un colpetto appena accennato, timido) alla macchina dei vigili che si era fermata di colpo in curva perché la vigilessa alla guida voleva salutare un pedone che si sbracciava in un accorato ciao ciao con la manina.
Ora. Non si suona ai vigili. Perché te la cerchi.
Ma da qui alla reazione della vigilessa ce ne passa.
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