La questione dell'adattamento è lunga e dolorosa.
Sangue, sudore e lacrime, come si suol dire, m'è costata negli anni. E me ne costerà ancora, ahimé. Ne trovate un riassuntino abbastanza recente qui.
Il succo del discorso, in questo momento, è che non giustifico, ma capisco che l'adattamento possa creare qualche difficoltà che poi sfocia in qualche (di troppo) errore.
Non capisco, però, e temo che mai capirò, cosa costa ai doppiatori pronunciare correttamente i nomi dei personaggi.
Se qualcuno lo sa, mi illumini. Perché io, che con gli strumenti del mio lavoro riesco a spiegarmi quasi tutto quel che accade nel mondo dei telefilm, 'sta cosa proprio non la capisco.
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
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venerdì 9 aprile 2010
giovedì 10 dicembre 2009
True Blood: datemi un coperchio, presto!
Mi sembra di aver chiarito sufficientemente il concetto: io ADORO True Blood. L'ho scritto un po' ovunque (sul Magazine di FOX, su Telefilm Magazine, su Sat Guida TV) e tendo a ribadirlo con frequenza.
Un po' perché essendo vampirologa di vecchia data è piuttosto facile conquistarmi con dei personaggi dai denti aguzzi. E un po' perché Alan Ball ha dimostrato ancora una volta di sapere il fatto suo e ha scelto di rendere splendidamente omaggio alla tradizione letteraria che attribuisce alla figura del vampiro le pulsioni sessuali proibite e la paura della diversità.
Siccome, come abbiamo capito, apprezzo, e siccome nasco come sceneggiatrice e dietro a True Blood c'è un lavoro di scrittura eccellente, l'eterna questione dell'adattamento dei dialoghi non smette di darmi il tormento.
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