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venerdì 4 dicembre 2015

La volta buona 'sto ceppo (Ovvero: Malati cronici, malati occasionali, malati immaginari e tagli alla sanità)

Approfitto della compianta Signora Ceppo (l'attrice Catherine Coulson, recentemente scomparsa ma indimenticabile e indimenticata Signora Ceppo in Twin Peaks) per una riflessione sui tagli alla sanità di questo governo (non eletto, e ci tengo a precisarlo così non mi potrete mai dire: te lo sei votato, tienitelo).
Mi tengo 'sto ceppo, appunto.
Perché mentre il Renzie nazionale si compra l'aereo più grosso (sennò sfigura con gli altri, ma tanto è in leasing, state sereni) e accumula leggi ad personam che manco il Berlusca dei tempi migliori si sarebbe mai sognato - e sulle quali, per inciso, nessuno dice alcunché - noi facciamo i conti del ceppo.

martedì 7 gennaio 2014

Il mondo dalla finestra

Ci risiamo. Puntuale come un orologio, a dicembre il mio corpo inizia a cedere sotto i colpi dell'anemia. Il Signor Crohn mi impedisce di assimilare il ferro dai cibi che assumo (per dovere di cronaca, segnalo che ero anemica anche prima di ammalarmi di morbo di Crohn. Lo sono sempre stata. Sono nata con la camicia :-D), quindi devo spararmelo direttamente in vena (il ferro, dico! Maliziosi!). Siccome niente è mai facile, però, grazie al cortisone che assumo ininterrottamente da qualcosa come 9 anni, oltre ad avere l'artrosi di un'ottantacinquenne (di quelle agili, però! Ci tengo a sottolinearlo! Un'ottantacinquenne AGILE!), le mie vene sono andate. Ogni tanto mandano una cartolina, ma stanno bene dove sono, sorseggiano cocktail in riva al mare e non hanno intenzione di tornare, dicono.

mercoledì 13 ottobre 2010

La Polee e l'ospedale: ho visto cose...

In ospedale le giornate durano quaranta ore, le notti settantadue. Più o meno.
E in ospedale (sono entrata così: sorridente e fiduciosa. Vedi foto. E per capire come sono uscita... vedi seconda foto), contrariamente a quanto si crede, NON si dorme.
Il trucco, me l'ha detto il mio amico Leo ma purtroppo era troppo tardi, è dormire di giorno.
Perché di notte ci sono compagne di stanze con attacchi psicotici che ti assalgono; compagne non psicotiche ma con seicento di glicemia, che giustamente si lamentano; infermiere che sclerano (sì: voce del verbo sclerare) coi pazienti nella stanza di fronte; infermieri che ridacchiano e si chiamano urlando da una parte all'altra del corridoio perché le suole degli zoccoli, a far quattro metri, si consumano; monitor in allarme che suonano ininterrottamente per ore...
Fortunatamente, però, in ospedale ci sono anche le infermiere e le caposala gentili.
Le operatrici socio-sanitarie (OSS, per gli amici) pazienti e spiritose.
"Ottimo, così finiamo pari", direte voi.
E no.
Col cavolo.