Ci sono due modi di vedere la cosa: "Che legnata che abbiamo preso, ora come diavolo si fa?" oppure "Abbiamo salvato un cane meraviglioso".
Quando dissi a mio marito di andare a prendere Dharma in canile non sapevo quasi nulla di lei.
L'ho voluta e basta.
Si vedeva subito che aveva problemi alle zampe, ma eravamo preparati ad affrontarli.
Quando ho scelto Rocco, invece, ho chiesto espressamente delucidazioni sulla sua situazione di salute. In particolare sulle zampe, visto che per raggiungere il giardino deve fare le scale.
Mi è stato assicurato che stava benissimo, che faceva le scale senza problemi e che "saltava qua e là come un grillo". La sera prima del suo arrivo ho ricevuto una telefonata che mi informava che si erano appena accorti che zoppicava, e che dalle lastre non si capiva (?) se era displasia o una lussazione. La lastra, poi, è arrivata senza referto (fatto "a voce").
Certi che la displasia non saltasse fuori da un giorno all'altro (anche dopo il suo arrivo, ci hanno ripetuto che il cane fino a poco fa stava benissimo), non abbiamo fatto ulteriori indagini.
La staffetta doveva partire, e noi eravamo pronti per accogliere Rocco.
Le informazioni sono state incomplete, fuorvianti, parziali. Chiamatele come volete.
A prescindere dalla buona fede, che probabilmente c'era, l'adozione non è stata curata.
Così mi sono ritrovata un cane con una gravissima displasia bilaterale e un'anca lussata (a conseguenza della displasia). Un cane denutrito (24 chili per un maschio labrador adulto di circa 7 anni). Un cane con una brutta bronchite infettiva. Un cane che non può passeggiare al guinzaglio, non può fare le scale e di conseguenza, in casa mia non sarà autonomo. Un cane cha mio marito ha scelto di chiamare Rocco e che, nonostante tutte le disgrazie che ha e che ha vissuto, scoppia di gioia di vivere e, da quando è qui, di felicità.
