(Attenzione: post ad alto contenuto ironico. Probabilmente quelli del PD di Bergamo non lo capiranno. Ma la speranza è ormai l'ultima ad avere ancora il senso dell'umorismo...).
Abitavo in centro a Bergamo.
Stavo in uno splendido appartamento, nel bel mezzo della città, con tutti i servizi raggiungibili a piedi e un affaccio interno, silenziosissimo.
Mi sono spostata in provincia perché le mie condizioni di salute richiedevano l'unica cosa che quell'appartamento, dotato di un piccolo terrazzo a pozzo, non poteva offrirmi: un giardino.
Un posto per stare all'aperto, in mezzo al verde, nel corso di tutte quelle giornate "non buone" che avrei potuto trascorrere su una bella sdraio in giardino, anziché a letto.
E l'ho fatto. Molte volte.
La mia vita era cambiata.
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
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mercoledì 25 maggio 2016
martedì 17 maggio 2016
Della bici e del codice stradale: catene, libertà e regole da rispettare
Non ricordo dove l'ho letta. Forse l'aveva condivisa l'impareggiabile presidentessa di A.ri.bi Bergamo, Claudia Ratti. Una persona la cui passione per le due ruote è coinvolgente, e la cui cultura nell'ambito è smisurata. Senza contare il fatto che è anche una donna adorabile.
Fatto sta che, sebbene non ricordi la fonte, la frase mi è rimasta impressa:
"L'unica catena che ti rende libero è quella della bici".
Ed è vero. Proprio vero... Anche se qui in Italia la "libertà" per i ciclisti è molto limitata.
Fatto sta che, sebbene non ricordi la fonte, la frase mi è rimasta impressa:
"L'unica catena che ti rende libero è quella della bici".
Ed è vero. Proprio vero... Anche se qui in Italia la "libertà" per i ciclisti è molto limitata.
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