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lunedì 12 febbraio 2018

L'arte della disciplina e le pillole magiche

Ci penso da parecchio tempo, da quando il mio profilo Instagram è letteralmente invaso da foto come quella che vedete qui accanto: tanti, troppi Signor Nessuno che - sostengono - hanno perso facilmente peso "mangiando e senza sacrifici" e sono pronti a farti "cambiare vita".
Gente senza lauree specialistiche, studi specifici, formazione medica di qualche genere (qualifiche: lifecoach, mamma (!), influencer, lifestyler...).
Gente, semplicemente, sponsorizzata da produttori di "bibitoni", di (discutibili) "integratori brucia grassi" e di millantati "prodotti naturali al 100%".
A colpirmi, però, non è tanto l'abbondare di questi guru improvvisati, né i loro annunci quasi sempre sgrammaticati (qual'è, perdere K - ma che è? Velocità di navigazione?, rinuncie...). No. A colpirmi sono le centinaia di risposte di persone - uomini e donne, indistintamente - che chiedono informazioni e sono disponibili a partecipare al programma.
Prendetevi 5 minuti e date retta a una - malata cronica da vent'anni - che ha perso 50 kg.
Disfunzioni tiroidee (ce l'ho!) e problemi farmacologici (ce l'ho!) a parte, la ricetta per perdere peso è una sola: disciplina.

domenica 1 ottobre 2017

7 anni

7 anni. Ma avrebbero potuto essere 2.
7 anni. 3 ricoveri gratis. 45 chili in eccesso causati da un farmaco di troppo.
7 anni. 3 medici. 2 cure sbagliate.
7 anni oggi, fra la me che vedete a sinistra e la me di destra.
7 anni in cui ho imparato l'unica cosa che avrei voluto imparare molto prima: mai, MAI fidarsi ciecamentequando si tratta della propria vita.

lunedì 13 aprile 2015

Con la salute non si scherza!

“Allarmismo” non era sufficiente. “Terrorismo” rende molto meglio l’idea: si diffonde il terrore. Immotivato, perlopiù, cosa ancora più grave.
Sappiamo tutti (o forse no, a quanto pare…) che non bisogna mai usare internet per farsi autodiagnosi mediche. Il web trasforma chiunque in un potenziale ipocondriaco d.o.c.
Cercare i sintomi di un malessere può essere pericolosissimo, e può innescare un meccanismo a catena dal quale è poi difficile uscire.
Lo dimostra uno dei molti articoli salutar-terroristici che ho trovato in rete l’altro giorno, linkato su Facebook da qualche incosciente, con i “sintomi che potrebbero rivelare un tumore”.

mercoledì 9 febbraio 2011

Siamo tutti dei professionisti

Scrivo un po' per sfogarmi e un po' per rispondere all'annosa domanda: ma io sono l'unica italica idiota fissata col concetto di professionalità, o cosa?
No, perché in base alla mia - ahimè - vasta esperienza posso asserire che (ladri, truffatori e bugiardi a parte: a quelli riserverò un post ad hoc. Non vedo l'ora) in linea di massima la gente "lavora" come se non ne andasse del suo buon nome, della serietà e del rispetto altrui.
Nessuno è responsabile dei difetti o dei danni a ciò che ti ha venduto. Mai. Trovatemene uno: ve lo pago a peso d'oro.
Nessuno risponde del suo lavoro: è sempre colpa tua; se ti lamenti di aver ordinato (e già pagato) una cosa tonda e rossa, quando ne ricevi una quadrata e gialla, se ti lamenti sei un rompicoglioni.
E' colpa tua. E' colpa del tempo, dell'inflazione, dei comunisti, di Suor Germana, della pappa al pomodoro, del gatto dei vicini e di Pippo, Pluto e Paperino. E semmai, dei Romani (gli estimatori di Brian De Nazareth capiranno). Ma per l'amor di iddio, non scherziamo. Non osiamo pensarci: non è colpa del "professionista" al quale ti sei rivolto!

giovedì 4 marzo 2010

Tanti auguri, signor primario!

"Dai nemici mi guardi Dio, che dai dottori mi guardo io". È una frase della mia amica Marina, che in quanto a guai con la salute mi fa una discreta concorrenza e quindi - come tutte le persone che non hanno la fortuna di andare dal medico solo una volta l'anno per un controllino - capisce perfettamente come stanno le cose. Cioè così: fra i medici italiani (così come in tutte le altre categorie: perché la classe medica dovrebbe fare eccezione? Solo perché è responsabile delle nostre vite? Certo che no...) c'è una preoccupante percentuale di incompetenti.