lunedì 30 novembre 2015

Conferenza sul clima, inquinamento e riscaldamento globale: ma la verità?

Si apre oggi, 30 novembre 2015, la Conferenza sul Clima. Sono preparata: sapevo già che per giorni e giorni avrei sentito - perdonate il francesismo - una marea di cazzate sul riscaldamento globale e l’inquinamento.
Ma sono solo le 9.18 del primo giorno e ho già fatto il pieno.
Ergo, sento proprio il bisogno di scrivere qualcosa a riguardo.
Chissà che serva a far sì che anche qualcun altro apra gli occhi, come ho fatto io qualche anno fa.

Non pretendo certo di avere la verità in tasca - non sono uno scienziato - ma sono una giornalista scrupolosa e ho fatto le mie brave ricerche. Mi sono documentata.
Il risultato? Eccolo: la prima causa d’inquinamento al mondo, e dunque la prima causa del riscaldamento globale, è l’allevamento industriale del bestiame.
Non lo dico io. Lo dice la scienza. Da anni.
Lo dice il buonsenso. Lo dice la logica.
Guardatevi Cowspiracy (che dovrebbe essere obbligatorio nelle scuole).
Leggete, per citarne uno, il Sole 24 ore (non un sito vegan aggressive che non prendereste mai sul serio). Fate una bella ricerca, magari in inglese.
Troverete sempre e solo una risposta: la scienza dice che la prima causa d’inquinamento al mondo è l’allevamento di bestiame, ma…
Ecco il grosso, insormontabile “ma”: “ma” l’industria della carne è un business troppo potente, il businessn più grande di tutti, quindi molti tacciono a riguardo.
Se non fosse intervenuto Leonardo di Caprio, l’autore di Cowspiracy non avrebbe mai potuto portare a termine il proprio progetto: tutti, al sorgere di domande scomode, gli avevano chiuso la porta in faccia.
Tutti incluse le associazioni ambientaliste, con qualche eccezione (la più celebre è rappresentata da Sea Shepherd).
Fatto: entro il 2050 non ci sarà più pesce nel mare.
Fatto: se il grano e i cereali usati per l’allevamento industriale venissero impiegati per sfamare le persone, non esisterebbe più la fame nel mondo.
Fatto: la deforestazione è causata principalmente dall’allevamento industriale di bestiame.
Fatto: il gas serra prodotto ogni anno deriva per oltre il 51% dall’allevamento di bestiame.
Fatto: sono solo le 9.28 e ho già sentito almeno tre servizi giornalistici sull’inquinamento atmosferico causato dalle auto.
Fatto: non sentirò parlare dell’allevamento industriale di bestiame nel corso di questa conferenza sul clima. Ci prendono per i fondelli con la riduzione delle emissioni di anidride carbonica e altre cazzate perché la carne vale molto, ma molto più del petrolio.
Cercatevi i dati scientifici che confermano le mie affermazioni: li troverete
Prendete pure in giro i vegetariani e i vegani. Continuate ad affermare che sono dei “terroristi alimentari”. Vantatevi di quanto vi piace la carne.
Per me va benissimo.
Perché so che il vostro è un atteggiamento frutto di un preciso condizionamento culturale.
Lo stesso in cui ho vissuto io per i primi 34 anni della mia vita.
Poi, meglio tardi che mai, grazie al web, alla lettura, alle pubblicazioni scientifiche, alla curiosità e ovviamente all’amore per gli animali, ho imparato.
Ho smesso di mangiare carne diversi anni fa e oltre a stare meglio - pur avendo, fra le altre cose, il morbo di Crohn con conseguente anemia cronica, o magari proprio per quello, chissà - contribuisco ogni giorno a salvaguardare il pianeta. Nel mio piccolo. Sarò una goccia nel mare ma si sa che da qualche parte bisogna pur iniziare.
Io non ho figli, né potrò mai averne (o adottarne: a una con una cartella clinica come la mia non danno bambini in adozione). Però ho a cuore il futuro della Terra e mi chiedo come possano, i genitori che si sono informati seriamente sul riscaldamento globale - cioè cercando le informazioni che tutti conoscono ma vogliono nascondere portando l’attenzione su altro (come le caldaie e le automobili), continuare a mangiare carne e a darne ai loro figli.
Mi chiedo come si possa, nel 2015, evitare di aprire gli occhi: abbiamo il mondo intero a portata di clic.
Sappiamo che le multinazionali mentono, truccano i dati, nascondono la verità.
Non sto parlando solo dei dati di Volkswagen (e chissà quanti altri) sulle emissioni nocive.
Sto parlando degli interessi economici alla base di ogni guerra, della lotta contro la violenza con la mano destra mentre con la sinistra si contano i soldi ricavati dalla vendita delle armi.
Sto parlando di cose che tutti sappiamo ma non vogliamo ricordare.
Non vogliamo pensarci.
Preferiamo passarci sopra, perché “è così e basta”.
Siamo pigri, ecco il problema.
Tutti noi.
Pigri e votati al quieto vivere.
Fortunatamente, non lo siamo tutti.
Fortunatamente, basta poco per capire davvero.
L’allevamento industriale del bestiame sta cancellando il nostro futuro.
Aprite gli occhi.
Bisogna intervenire drasticamente.
Adesso, quando è già troppo tardi (ma ripeto: meglio tardi che mai).
Salvate il pianeta.
Costruite un futuro ai vostri figli.
Informatevi.

Non fatevi più prendere per i fondelli.
Oppure continuate a farlo. Ma, almeno, vi prego: smettetela di dare la colpa alle auto e di vantarvi se andate in bicicletta, quando poi fate un danno 100 volte più grande tornando a casa da un bel giro in bici per mangiarvi una bistecca...

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