mercoledì 14 dicembre 2016

La desaparecida e le donne italiane in politica

Da qualche giorno, ormai, esprimo preoccupazione sui social network.
Non posso mentire: sono preoccupata.
Dov'è finita Maria Elena Boschi?
Starà bene?
Ha sfilato coi "nuovi" ministri al giuramento, ma nell'attimo in cui è passata io non stavo guardando.
Il coniuge giura d'averla vista, duranta la Maratona Mentana (siamo affezionati maratoneti, noi) ma non so se gli credo.
Insomma, prima era in TV H24, come dicono i giovani, e dal 5 dicembre nessuno ne sa più nulla.
Un lacolino post di delusione sulla sua pagina Facebook datato, appunto, 5 dicembre, e poi puff!
Desaparecida.


Non nascondo di essere un po' in ansia.
Maria Elena, la giovane e avvenente donna che si è guadagnata con grandi meriti (inclusa la redazione di una chiara ed efficace riforma costituzionale - che manco i costituzionalisti riuscivano a comprendere) un ruolo di primo piano nel Governo Renzi, non si vede più.
Maria Elena che, nonostante la sonora bocciatura della sua riforma e la promessa di abbandonare la politica in caso di vittoria del NO, è stata promossa sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, non compare in TV.
Non parla.
Non scrive.
Accidenti, Maria Elena, siamo preoccupati!
Abituati al tuo bel sorriso e la tuo ingegnoso modo d'intrattenerci - come fare i gesti alla Gruber durante la diretta TV, o rispondere agli studenti che purtroppo il tempo a disposizione è finito - ci sentiamo tutti un po' orfani.
Io, in particolare, sento la mancanza di Maria Elena Boschi.
Perché ha cambiato la politica italiana, la società italiana, il mondo.
In un'Italia profondamente volgare e maliziosa, che da decenni - e ancora oggi - taccia le giovani donne di successo d'essersi guadagnate la carriera a suon di favori sessuali, nessuna insinuazione mai è stata rivolta all'ex ministro.
L'unico ad aver ironizzato sul legame "romantico" fra Matteo Renzi e Maria Elena Boschi è stato quel bricconcello di Crozza. Un comico, figuriamoci.
Nonostante le cavalleresche minacce ("Nessuno tocchi la Boschi") e il gossip ("Bilancio di un anno al Governo: ho preso due chili e sono ancora single"), nessuno mai si è sognato di fare basse insinuazioni sulla sua carriera.
E ci mancherebbe, dico io.
Si può dare della "zoccola" alla Boldrini, della "culona" alla Bindi, della "baldracca" alla Carfagna, della "cagna" alla Meloni, della "bambolina" alla Raggi, della "stronza" alla Finocchiaro, della "puttana" alla Serracchiani...
Non so quante volte ho letto questi - e molti altri - epiteti rivolti alle donne italiane scese in politica.
Perché, si sa, quando bisogna attaccare una donna, si va sempre a parare lì. O sull'aspetto, o sul (presunto) comportamento sessuale.
Sono nata e cresciuta in Italia, ho imparato presto a capire come funziona: se sei bella, sei una troia e ottieni tutto quello che hai solo grazie ai favori sessuali. Se sei brutta, sei un cesso inchiavabile, grassa e culona, e protabilmente ti sei guadagnata in altro modo la tua posizione.
Così gira il (nostro) mondo.
Ma non quando si tratta di Maria Elena Boschi.
No.
Nossignori.
La volgarità non si può associare alla sua immagine, al suo nome, alla sua storia, alla sua carriera.
Maria Elena Boschi è una pura.
E abbiamo tanto, tanto bisogno di lei.
Affinché si smetta di parlare di UNA politica italiana in termini volgari, ingiusti e dissacranti.
Torna, Maria Elena.
Ti prego, torna.
Alla peggio, ti prenderai della bugiarda!
E che sarà mai? Una qualsiasi, fra le tue colleghe, di qualsiasi partito, scambierebbe volentieri un "puttana" con un "bugiarda"!
Torna!
Dai!





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