venerdì 2 settembre 2016

Sono indignata, sono incazzata... Ma resto "Charlie"

La vignetta - di pessimo gusto, anzi direi oltre i limiti della decenza - di Charlie Hebdo sui morti nel terremoto del Centro Italia mi ha indignata, com'è successo a molti.
Mi ha fatta incazzare, di brutto, com'è successo a molti.
Ciononostante, mi sono ben guardata dal lamentarmene online, o di scrivere che Felix (l'autore) dovrebbe vergognarsi.
Me ne guardo bene perché la libertà è libertà.
E la libertà d'espressione resta tale, anche quando è cattiva, vigliacca, indecente e offensiva.
Soprattutto perché oggi tutti si sentono scandalizzati dal fatto che si scherzi sui morti (e non con irriverenti vignette religiose che hanno scatenato la follia degli assassini).
Ebbene, ho una notizia: non è la prima volta che Charlie Hebdo scherza sui morti.
Lo fa sempre, da sempre. E lo farà per sempre.
Quindi, la domanda è: i morti altrui vanno bene e i nostri no?

Io sosterrò sempre la libertà di stampa, di pensiero e d'espressione.
Non è una questione secondaria, si tratta di uno dei nostri diritti fondamentali.
Uno di quei diritti per cui tanta gente è morta, anche recentemente.
Trovo che la vignetta sia fuori luogo, offensiva, detestabile? Sì.
Penso che dovrebbe essere censurata? NO.
Perché nel Paese dei due pesi e delle due misure, su certe questioni il doppiopesismo proprio non si può applicare.
La satira - per quanto di basso livello, a volte - o va bene sempre, o non va bene mai.
Non ci sono morti di serie A e di serie B.
Ci si indigna sempre, o non lo si fa mai.
La coerenza è uno dei requisiti basilari dell'intelligenza.
Disgraziatamente, oggigiorno è merce assai rara.

1 commento:

  1. Oggi io e le mie figlie stavamo dicendo esattamente le stesse cose. Ricordiamoci di Voltaire....

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