domenica 29 maggio 2016

L'italico doppiopesismo... E i marò?

Normalmente mi dà molto fastidio quando le castronerie postate in pubblico su Facebook vengono riportate oscurandone l'autore.
Oggi, però, finalmente ho capito: non è una difesa della privacy, è un tentativo di non dare "valore" a certe castronerie. Perfino alle più divertenti.
Peccato che qui ci sia ben poco da ridere.



Salvatore Girone è tornato in Italia, finalmente.
Più di 4 anni ostaggio di un Paese che, in barba alle leggi internazionali, ha fatto ciò che ha voluto.
Più di 4 anni vilipeso, giudicato, deriso, da gente che lo ritiene colpevole di un crimine per il quale, lo ricordo, non è mai stato processato.
Più di 4 anni forzatamente lontano dalla moglie, dai figli, dagli amici.
Più di 4 anni di cene, recite scolastiche, passioni e lavoro buttati al vento.
Senza mai, mai pronunciare una parola davvero astiosa contro i tre governi incapaci di riportarli a casa.

Massimiliano Latorre è tornato da tempo, ma ha pagato a caro prezzo, con la salute, il biglietto per il rientro a casa.
Girone è rimasto solo, a sopportare l'insopportabile: la permanenza forzata e il giudizio di migliaia di persone che si sentivano superiori a lui.
Come se quelli che hanno scritto le frasi aberranti che ho scovato sul web potessero essere paragonati a qualcuno con un tale senso del dovere e una tale dignità.
Come se i "giudici dei poveri" sempre pronti a bollare come "assassini" persone le cui colpe restano tutte da dimostrare, non fossero gli stessi che "perdonano" il loro cantante preferito o il loro attore preferito dopo una colpa accertata, violenza domestica o evasione fiscale che sia.
Come se le assurde incursioni nella vita privata di gente lontana e mai conosciuta (ecco un esempio a caso, fra i casi più recenti: Johnny Depp e Amber Heard. Tutti certi che il celebre attore mente, perché lo conoscono...) potessero avere un fondo di verità o di senso.
Confesso di essermi sempre profondamente vergognata di questi commenti.
Della mancanza di rispetto per chi ha scelto di mettere in gioco la propria vita al servizio di un Paese che si fonda, ormai, solo su scelte personali.
I marò sono da deridere, certo.
Sono dei "mercenari" (?!) da disprezzare.


Quando l'esercito interviene in sostegno delle forze dell'ordine, a garantire la sicurezza, però, va tutto bene.
Quando la Marina salva decine di migliaia di persone dalle acque del Mediterraneo, sta solo svolgendo il suo lavoro.
Quando gli uomini in divisa corrono dove c'è bisogno di loro, per carità, stanno semplicemente facendo il loro dovere.
Gli italiani non sono solo tuttologi. Sono soprattutto campioni del mondo di doppiopesismo.
A cominciare dai miei colleghi della stampa e della tv.
Per continuare con la gente comune: tutti hanno una doppia opinione su qualcosa.
Siccome non sono un'ipocrita, a costo di scatenare un vespaio prendo l'esempio più lampante, quello sotto gli occhi di tutti.
Premessa: non che io condivida le affermazioni di Salvini, anzi.
Ma per una volta che sulla questione immigrazione dice (e ripete, per anni) una cosa sensata ("Non si può continuare a farli venire qui, dobbiamo aiutarli a casa loro"), ecco che parte il circo.
Fascista, razzista, xenofobo, assassino.
Un parlamentare del PD, mi sfugge il nome ma ricordo di averlo visto in diretta TV, ha affermato con convinzione che Salvini voleva "affondare i barconi con la gente dentro".
Follia pura. Affondare i barconi voleva dire togliere agli scafisti i mezzi di trasporto per speculare sulla disperazione della gente. Anche i miei cani l'avevano capito.
Poi, a un certo punto, il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, dice la stessa cosa ("Dobbiamo aiutarli a casa loro") e io me ne accorgo per sbaglio, navigando su internet.
Ma come? Niente crociate? Niente circo? Niente TG e giornali che urlano alla xenofobia?
No. Le accuse arrivano solo dagli oppositori. O, magari, da quelli che non sopportano l'arroganza e la presunzione del Matteo che "risponde", prendendo per i fondelli un intero Paese durante le sue assurde dirette web.

La gente comune, invece, tace. Non ha nulla da dire sull'argomento. Forse perché non ne è a conoscenza, chi lo sa.
Fatto sta che il doppiopesismo politico, in questo Paese, è un dato di fatto.
Il doppiopesismo legale, anche.
I marò, accusati (con un'accusa mai formalizzata) dell'assassinio di due pescatori indiani - della cui sorte, pensa un po', importa a tutti gli italiani, anche a quelli che non si fermano quando vedono un povero cristo moribondo per terra - sono due delinquenti.
Valentino Rossi e tutte le altre "star" che hanno fatto i furbi col fisco, invece, hanno fatto uno sbaglio. Quasi certamente in buona fede.
Non sapevano nulla di ciò che stava succedendo. Del resto, neanche Bertone sapeva che gli stavano ristrutturando l'attico...
Si sa: le persone famose non sbagliano mai.
Ma se qualcuno decide che sbagliano, anche quando lo sbaglio è tutto da dimostrare, allora il popolo si scatena.
Magari sarebbe bene imparare a essere coerenti.
Garantisti con tutti, oppure no. Il libero arbitrio serve a questo.
La coerenza, invece, serve a non fare la figura degli stupidi.

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