venerdì 3 ottobre 2014

Lettera all'Italia

Cara Italia,
mi scusi se, con tutti i grattacapi che ha, mi permetto di disturbare.
Ma sa com’è: dicono tutti la loro e ho pensato di potermi cimentare anche io in un paio di riflessioni.
La conosco da una vita, l’ho sempre amata, rispettata e sostenuta, ma devo proprio dirLe che non mi piace affatto la piega che ha preso da qualche anno a questa parte.
Le Sue contraddizioni, in particolare, mi colpiscono. Negativamente.


Sa, cara Italia, Lei ospita una sfilza di ingiustizie che per contarle tutte ci vorrebbe un decennio e che La rendono anche un po’ uno zimbello in Paesi più civili di Lei (nei Paesi civili…).
La cosa strana è che Lei non solo persevera, ma si ostina a dire che va tutto bene. A non vedere come le cose girino al contrario.
A rigor di logica se la legge - per dirne una - fa sì che le cose non vadano come dovrebbero, verrebbe da dire “cambiamo la legge”. Sistemiamo. Rivediamo. Aggiorniamo. Invece no. Invece di impegnarci perché quelli che infrangono la legge vengano puniti, ci adoperiamo perché quelli che l’hanno infranta vengano graziati.
Ma come, cara Italia?
Capisco che si applichi la legge, capisco anche che la legge - checché ne dicano i cartelli nei tribunali - non sia uguale per tutti… Ma non capisco proprio perché Lei e i Suoi cittadini vi ostiniate a far finta di niente.
Sa, Signora Italia, che sul Suo splendido territorio chi uccide mettendosi al volante ubriaco o drogato, non va quasi mai in prigione, né ai domiciliari? Paga una multa. Patteggia. Usufruisce dell’indulto e quando proprio va male deve fare a meno della patente per un po’, ma tanto nessuno controlla quindi guida ugualmente. Volendo.
Pensi, Signora Italia. Questi assassini non vanno in galera. Ci vanno altri - giustamente - magari per cumuli di reati vari (un esempio: estorsione, aggressione, evasione fiscale, spaccio di banconote false, mancata dichiarazione dei redditi, truffa, appropriazione indebita, guida senza patente…). E diventano il capro espiatorio di quelli che gridano allo scandalo.
Ma non: “Che scandalo, l’ubriaco che ha ucciso non viene perseguito” (perché qui da Lei, in Italia, viene ritenuto incapace di intendere e di volere). No. Gridano, piuttosto: “Che scandalo! Ha rubato, estorto, aggredito, truffato, falsificato… Ma non ha mica ucciso nessuno! Mandiamolo a casa!”.
Ecco, Signora Italia.
Il punto sta qui.
Lei e i Suoi cittadini guardate le cose dal lato sbagliato. 
Forse perché non siete stati vittime di ingiustizie. 
Perché non vi hanno mai ammazzato qualcuno. 
Perché non siete dei pirla che pagano le tasse, rispettano la legge e si comportano come si dovrebbe. Sempre. Con fatica.
E perché, Signora Italia, alla fine Lei decide chi sta fuori e chi va dentro. E i Suoi cittadini, nonostante la brutta piega presa negli ultimi anni, ancora si fidano di Lei. 
Ma non durerà per molto…
Stia in campana, Signora mia!

2 commenti:

  1. ...che poi, "Signora Italia..." dare della signora a chi si comporta da vecchia baldracca... no no!

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  2. Evito di esprimere un parere, hai detto tutto tu!

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