giovedì 27 marzo 2014

L’Italia al contrario. Buonismo politicamente corretto e ipocrisia

Non so più dove girarmi. Giornali on line e non, social network, radio, tv…
Non c’è scampo: il buonismo dilaga ovunque. Un buonismo fintissimo: quello politicamente corretto.
Perché oggi, in Italia, se critichi qualsivoglia malvivente sei razzista (se è straniero). 
Sei intollerante (se è italiano). 
Sei sessista (se è un uomo e tu una donna, e viceversa). 
Sei cattivo (se è un essere umano). 
Dobbiamo essere tutti bravi, altruisti e generosi. Comprensivi, giusti e dalla mente aperta.
Certo che dobbiamo! Ma non significa certo che dobbiamo anche giustificare tutto e tutti! 
Poverino il ladro, gli hanno sparato mentre si introduceva in casa di una famiglia nel cuore della notte (magari pronto a massacrare tutti). 
Poverini gli scafisti, dopo un lungo inseguimento la Marina italiana ha sparato qualche colpo per farli fermare e catturarli (questi commerciano in esseri umani, vi ricordo). 
Poverino il pirata della strada alla guida, era ubriaco. Si è spaventato, per quello è scappato. Era sotto shock. Non si è accorto. Non voleva.

Poverini i ragazzi che prendono a calci e pugni una coetanea, non hanno più punti di riferimento, sono senza valori (vecchia, l’abbiamo già sentita). 
Poverini i carcerati: stanno stretti (riformare il sistema no? Un sacco di carcerazione preventiva senza senso e un sacco di reati gravi per i quali non si va in galera… Continuiamo così. Forza, che siamo bravi...).
Poverina la minorenne che si prostituiva: i suoi non le davano i soldi per il cinema e i cosmetici.
Poverina la mamma che ha costretto una minorenne a prostituirsi: in famiglia non c’erano soldi, bisognava che tutti contribuissero…
Poverino il VIP, gli hanno dato dell’evasore fiscale, gli rovinano la reputazione… 
Poverini quelli che si mettono a fare rapine: non hanno alternative, c’è la crisi.

Eccheppalle.

In una società equilibrata, chi infrange le regole è dalla parte del torto.
In una società giusta, quelle regole sono sensate.
In una società moderna, i pregiudizi “a prescindere” lasciano il posto ai fatti.
Ma noi non viviamo in una società equilibrata, giusta o moderna.
Noi viviamo in Italia, dove tutto funziona al contrario.
Paghiamo le tasse per finanziare l’acquisto di giocattoli sessuali da parte dei consiglieri regionali.
Se non paghiamo le tasse, siamo dei “furbetti”
Furbetti un par di palle, scusate.
Chi non paga le tasse è un LADRO, quindi un delinquente.
Chi si mette alla guida ubriaco è un potenziale (e spesso, ahinoi, reale) ASSASSINO.
Chi usa la violenza contro i più deboli è un VIGLIACCO.
Ci sono le parole, santo cielo. Usiamole.
Ma no, per carità. Fingiamo di non conoscerle. Adottiamo un vocabolario limitato: “Disagio”. “Mancanza di valori”. “Vittima della società”. 
Seguiamo l’onda, per carità.
Giustifichiamo qualunque cosa, per far vedere come siamo moderni e comprensivi.
Giustificare è la parola d’ordine.
Mi piacerebbe capire come ha fatto a diffondersi a macchia d’olio.
Sensi di colpa?
Forse siamo tutti sessisti, intolleranti e stronzi, e ci nascondiamo dietro il politically correct per placare il senso di colpa? No, certo. Non può essere questo.
E allora siamo tutti portati a non dire ciò che pensiamo davvero perché uniformarsi all’opinione politicamente corretta è più facile? Sì, direi che qui ci siamo già di più. Siamo vicini.
Ma non ci siamo ancora.
Ecco la verità: siamo un popolo di ipocriti.
L’italiano medio è un ipocrita.
Va a messa ogni domenica e ogni lunedì è pronto a spaccare il cric in testa a quello che gli ha fatto prendere il rosso al semaforo. 
Molla le monetine a messa e poi ruba evadendo il fisco in tutti i modi possibili e immaginabili.
Finge di essere di larghe vedute e poi insegna ai suoi figli a coltivare l’odio per la diversità. 
Di qualsiasi diversità si tratti.
L’italiano medio è un ipocrita.
Forse per questo siamo finiti dove siamo.
Forse per questo crediamo ancora alle ipocrisie della politica (ci mentono ogni giorno, ma noi siamo pronti a dimenticare da un giorno all’altro). 
Forse per questo l’Italia continuerà a girare al contrario.
Magari la giostra non si fermerà mai, ma io un giro dalla parte giusta volevo farlo.
Ho scritto esattamente ciò che penso.
Dai, su.

Ora ditemi che sono razzista, intollerante, sessista e cattiva.

1 commento:

  1. La penso proprio come te Chiara. Un popolo che vota un bugiardo doppiogiochista come Renzi e poi si lamenta che non c è più democrazia, non può che definirsi IPOCRITA

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