Quando ho aperto il blog vi ho raccontato di aver scoperto il potere catartico della scrittura.
Questa volta non funziona.
In qualche modo, però, voglio rendere omaggio a mio fratello che da ieri non c'è più.
Perché questo è il mio blog. Questa sono io.
Ciao, fratellone.
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
domenica 24 aprile 2011
giovedì 21 aprile 2011
Salve, sono il controller!
Io sono lì che mi affanno tutta per ballare Thriller col coreografo di Michael Jackson, realizzando uno dei miei sogni segreti, e mio marito lancia minacce ("E' come se fossi già su YouTube"). Ma saranno cose da dire? Mentre una è lì, tutta impegnata con la sua balenitudine ballerina, memore di quando - prima che la sua tiroide desse definitivamente forfait e che le altre malattie autoimmuni la costringessero al cortisone quotidiano a vita - tremava al saggio di fine anno di danza jazz? Ebbene, sì: anche io da piccola (cioè da 0 a 35 anni) cantavo e ballavo gioiosa come fanno tutte le ragazzine. Ballavo nella mia stanza sulle note delle audiocassette infilate nel mio Philips Roller, brandendo una spazzola al posto del microfono. Poi la tecnologia ha iniziato a darsi da fare...
lunedì 18 aprile 2011
L'italica ipocrisia solidale
Non faccio che leggere attacchi pseudo-xenofobi da parte di chi dichiara apertamente di non volerli ed inviti alla solidarietà infarciti di belle parole da parte di chi pensa che dobbiamo accoglierli tutti.
Ma in ogni caso, nessuno si prende alcun tipo di responsabilità.
Se devono tornare indietro, bisogna che le Autorità li mandino indietro.
Se devono restare, bisogna che le Autorità li accolgano.
Ma se chiedete a qualcuno, chiunque, di prenderne 30 in una struttura della sua città, allora no.
Non abbiamo spazio, non abbiamo mezzi, non abbiamo risorse.
Ci pensi qualcun altro.
Come con le centrali nucleari: quelli che sono a favore (ed io non mi capacito di come ancora ce ne siano... ma ce ne sono) non vedono l'ora che siano costruite e funzionanti.
Lontano da casa loro, ovviamente.
Ma in ogni caso, nessuno si prende alcun tipo di responsabilità.
Se devono tornare indietro, bisogna che le Autorità li mandino indietro.
Se devono restare, bisogna che le Autorità li accolgano.
Ma se chiedete a qualcuno, chiunque, di prenderne 30 in una struttura della sua città, allora no.
Non abbiamo spazio, non abbiamo mezzi, non abbiamo risorse.
Ci pensi qualcun altro.
Come con le centrali nucleari: quelli che sono a favore (ed io non mi capacito di come ancora ce ne siano... ma ce ne sono) non vedono l'ora che siano costruite e funzionanti.
Lontano da casa loro, ovviamente.
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