Rieccomi qui.
Un anno è passato dai primi auto-auguri pubblicati un anno fa su questo che ormai, più che il mio blog, è ufficialmente diventato... la mia valvola di sfogo.
Quella che tutti cerchiamo. Quella che ci impedisce di impazzire, con molte probabilità.
Quella che io ho trovato qui, facendo affidamento sul potere catartico della scrittura.
Io che scrivo da una vita, che lo faccio tutti i giorni per lavoro e che fino a poco più di un anno fa non mi ero mai resa conto di quanto potesse essere prezioso farlo.
Io che sono reduce da una nottataccia da dimenticare, con l'annuale lotta primaverile (notturna e non) contro il maledetto Signor Crohn (la vedete l'occhiaia da colica multipla, nella poco artistica ma buffa foto in cui guardo me stessa?) condita dal più classico degli incubi: in mutande ad un evento prestigioso e pieno di gente...
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
lunedì 21 febbraio 2011
mercoledì 9 febbraio 2011
Siamo tutti dei professionisti
Scrivo un po' per sfogarmi e un po' per rispondere all'annosa domanda: ma io sono l'unica italica idiota fissata col concetto di professionalità, o cosa?
No, perché in base alla mia - ahimè - vasta esperienza posso asserire che (ladri, truffatori e bugiardi a parte: a quelli riserverò un post ad hoc. Non vedo l'ora) in linea di massima la gente "lavora" come se non ne andasse del suo buon nome, della serietà e del rispetto altrui.
Nessuno è responsabile dei difetti o dei danni a ciò che ti ha venduto. Mai. Trovatemene uno: ve lo pago a peso d'oro.
Nessuno risponde del suo lavoro: è sempre colpa tua; se ti lamenti di aver ordinato (e già pagato) una cosa tonda e rossa, quando ne ricevi una quadrata e gialla, se ti lamenti sei un rompicoglioni.
E' colpa tua. E' colpa del tempo, dell'inflazione, dei comunisti, di Suor Germana, della pappa al pomodoro, del gatto dei vicini e di Pippo, Pluto e Paperino. E semmai, dei Romani (gli estimatori di Brian De Nazareth capiranno). Ma per l'amor di iddio, non scherziamo. Non osiamo pensarci: non è colpa del "professionista" al quale ti sei rivolto!
No, perché in base alla mia - ahimè - vasta esperienza posso asserire che (ladri, truffatori e bugiardi a parte: a quelli riserverò un post ad hoc. Non vedo l'ora) in linea di massima la gente "lavora" come se non ne andasse del suo buon nome, della serietà e del rispetto altrui.
Nessuno è responsabile dei difetti o dei danni a ciò che ti ha venduto. Mai. Trovatemene uno: ve lo pago a peso d'oro.
Nessuno risponde del suo lavoro: è sempre colpa tua; se ti lamenti di aver ordinato (e già pagato) una cosa tonda e rossa, quando ne ricevi una quadrata e gialla, se ti lamenti sei un rompicoglioni.
E' colpa tua. E' colpa del tempo, dell'inflazione, dei comunisti, di Suor Germana, della pappa al pomodoro, del gatto dei vicini e di Pippo, Pluto e Paperino. E semmai, dei Romani (gli estimatori di Brian De Nazareth capiranno). Ma per l'amor di iddio, non scherziamo. Non osiamo pensarci: non è colpa del "professionista" al quale ti sei rivolto!
domenica 6 febbraio 2011
New York, anima mia
Io non sono una da racconti, né da romanzi. Sono una da articoli, da saggi, da blog.
Quello che ho sentito di dover scrivere, però, era troppo lungo per un post.
Così ne ho fatto una sorta di racconto, credo.
Non ne sono proprio sicura perché l'ho scritto di getto e non l'ho riletto. Mi sono limitata a scorrerlo velocemente per decidere in quali punti far rientrare il testo all'inizio di un paragrafo che volevo evidenziare. Tutto qui. Quindi con molte probabilità ci sarà qualche refuso, e qualche virgola di troppo (è un vizio. Ormai ho quasi smesso di combatterla, la guerra delle virgole).
Non so bene quale uso dovrei fare di ciò che ho scritto, ma ho pensato di pubblicarlo.
Non mi sono limitata a scriverlo solo per me. O forse sì: in fondo questo è il mio blog...
NY Anima Mia
Quello che ho sentito di dover scrivere, però, era troppo lungo per un post.
Così ne ho fatto una sorta di racconto, credo.
Non ne sono proprio sicura perché l'ho scritto di getto e non l'ho riletto. Mi sono limitata a scorrerlo velocemente per decidere in quali punti far rientrare il testo all'inizio di un paragrafo che volevo evidenziare. Tutto qui. Quindi con molte probabilità ci sarà qualche refuso, e qualche virgola di troppo (è un vizio. Ormai ho quasi smesso di combatterla, la guerra delle virgole).
Non so bene quale uso dovrei fare di ciò che ho scritto, ma ho pensato di pubblicarlo.
Non mi sono limitata a scriverlo solo per me. O forse sì: in fondo questo è il mio blog...
NY Anima Mia
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