venerdì 26 agosto 2011

Urgono sacrifici. Comincia tu, dai

Penso ai poveri calciatori preoccupati dall'ipotesi "contributo di solidarietà".
Penso a tutti i cittadini che da anni chiedono una riduzione dei costi della politica e poi si dichiarano "sul piede di guerra" in caso vengano accorpati i Comuni o gli Enti in cui lavorano.
Penso allo sciopero generale annunciato dalla CGIL.
Penso a come l'Italia e gli italiani si facciano riconoscere sempre per lo stesso modus operandi: tutti preoccupati per la crisi, tutti terrorizzati all'idea di fare la fine della Grecia, tutti convinti che si debba fare qualcosa, subito... A patto, naturalmente, che non venga toccato il proprio orticello.
Chi se ne frega se per non toccare scuola e sanità (due argomenti sempre scottanti) ci viene chiesto di fare dei sacrifici altrove.
Sia ben chiaro, eh: questo non è un post politico in difesa dell'operato del Governo.
E' soltanto una riflessione sugli italiani brava gente che non si smentiscono mai...

Del resto, siamo tutti pronti a sacrificarci per la patria... Ma siamo pieni di falsi invalidi e di invalidi veri che devono campare con una miseria (o magari senza manco quella).
Siamo ricchissimi di geni del male che non pagano l'acqua, che si attaccano al contatore ENEL del vicino, che costruiscono senza manco sognarsi di pagare gli oneri al Comune.
Siamo pieni di furbetti che non pagano le tasse (e continuo a chiedermi per quale modello culturale siamo l'unico Paese al mondo in cui gli evasori fiscali sono dei fighi, e non dei delinquenti. Soprattutto i VIP che patteggiano trovando accordi col fisco...).
Siamo invasi dai giornalisti che definiscono questi tizi furbetti, invece di chiamarli delinquenti come si meriterebbero.
Siamo ricoperti da contributi statali elargiti a vanvera a chi non ne ha assolutamente bisogno e non indirizzati dove si dovrebbe rinforzare la solidarietà sociale.
Viviamo nel Paese delle contraddizioni, lo sappiamo tutti.
Viviamo nel Paese in cui, se non conosci nessuno, perfino trovare un medico decente (quando hai qualcosa di grave, ma anche in caso di banalità, a volte) diventa un'impresa impossibile.
Viviamo nel Paese in cui l'impiegato statale dietro lo sportello ti tratta come una pezza da piedi e poi, magari, scopri che è il Principe dell'Assenteismo e mentre tu ti prendi mezza giornata per fare la fila davanti al suo sportello, lui si prepara ad uscire "un attimo" per fare due compere...
Italiani, brava gente.
La gente di un Paese che è diventato così rancoroso e pieno di assurdi episodi di violenza che è meglio non dire a troppa gente, o a voce troppo alta, quello che pensi.
La gente di un Paese che si è costruito tanti nuovi tabù chiamati Immigrazione, Solidarietà, Onestà, Corruzione, Nepotismo...
La gente di un Paese che in un momento difficile come questo, quando a tutti noi viene richiesto di fare dei sacrifici e di capire la gravità della situazione... Mi fa un po' vergognare di far parte di questo Paese.

5 commenti:

  1. naaaaaaa, 'na bella impepata di cozze e passa tutto :P

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  2. Oh Chiara... diciamo che a grandi linee sono d'accordo con te.
    Ma non del tutto (è la prima volta che capita!!)

    Intanto ti dico che io parlo per me stesso e per la mia situazione... io sono il primo disponibile a fare dei sacrifici.

    Flavio :)
    Io sono in cassaintegrazione dopo 11 anni di lavoro perché la mia azienda è apparentementi in crisi... e si, è in crisi per pagare un professionista ma non è in crisi per fare la magolamagamagia e prendersi un giovincello 20enne da pagare meno di me (non sono di certo 1.500 euro al mese di differenza per una azienda di medie dimensioni)... e sono costretto (finché non trovo un lavoro decente) a vivere con 800 euro al mese.

    E' vero, meglio di niente e sono soldi dello stato, non devo sputare verso chi mi sta facendo mangiare... ma, vengo sempre fuori coi ma. Che sforzo dovrei fare io? fino ad oggi sono stato abituato a fare un certo tipo di vita senza strafare, ma non mi sono fatto mancare niente. Oggi ho taglio tanto di ciò che facevo, mi muovo poco di casa e se lo faccio o vado da qualche parte lo posso fare perché paga la persona che condivide con me la vita.

    I miei soldi alla fine vanno spesi tra bollette del gas, dell'acqua, del telefono e le spese per la casa e per i gatti...

    E mi ridomando, io che sacrifici devo fare? Già sono stato sacrificato ;)))

    E come me, posso dirti che ci sono tanti altri miei coetane e PURTROPPO TANTI MA TANTI padri e madri di famiglia... li ho visti girare al centro per l'impiego e questo mi terrorizza.

    E' giusto che il sacrificio lo facciano persone che già hanno preso delle batoste così grosse? Oppure deve fare dei sacrifici mia nonna che ha lavorato una vita e si trova a campare con 600 euro al mese? Io sarei per far sacrificare chi può sacrificarsi.... tutti quelli che a fine anno dichiarano meno soldi di me ma che in realtà guadagnano N volte più di me...

    Tutti quelli che sono "bravi" imprenditori e che mettono a casa i loro dipendenti ma che subito dopo partono per una bella vacanza al mare e al ritorno cambiano la loro Bmw... Certo, il lavoro è una cosa e la vita privata un'altra... ma non puoi piangere miseria e fare la vita del nababbo.

    Tornando a bomba sull'argomento, io ribadisco che sono d'accordo con tante cose con te. Dovremmo togliere i fannulloni, i falsi invaliti, le raccomandazioni di comodo e tutto il resto... ma non sono d'accordo sul discorso che tutto devono sacrificarsi... perché tanti e tanti italiano si stanno già sacrificando per chi sacrifici non ne fa...

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  3. Caro Flavio,
    per non dilungarmi troppo non sono stata a scendere in particolari.
    Ma quello che intendo con "tutti" dobbiamo contribuire, vuol dire che chi ha (e soprattutto chi ha ma non dovrebbe avere, appropriandosi di ciò che non gli spetta...) deve dare, e chi purtroppo si trova in difficoltà (come te, come tanti altri) deve comunque continuare (e questo credo sia il sacrificio "vero") a non fare il furbetto, a non cadere nello stereotipo di chi, quando la situazione lo richiede, inizia a fare ciò che fanno molti altri...
    Non so se riesco a spiegarmi. Io so, ad esempio, che tutte le mie malattie mi darebbero diritto ad una forte indennità, ma in tutti questi anni non ho mai voluto chiederla perché finché ce la faccio con le mie forze preferisco che lo Stato aiuti chi non ha altri mezzi per cavarsela.
    Certo, poi, che se quei mezzi finiscono ai ciechi che vanno in bicicletta, o agli evasori fiscali che, imbrogliando, si fanno anche dare dei soldi a cui non hanno diritto...

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  4. Perfetto Chiara!! allora siamo sempre :D sulla stessa lunghezza d'onda!

    ci vorrebbe solo più giustezza (permettimi questa parola, volevo evitare "giustizia" e poi mi danno del comunista)

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