lunedì 14 febbraio 2011

L'ipocrisia è femmina?

Accidenti a voi.
Ho sempre sostenuto che le donne, in certe occasioni, sono meglio degli uomini. Per tante ragioni.
Ho sempre creduto che le donne fossero in grado di fare tutto ciò che fanno gli uomini.
Ho sempre pensato che se le donne avessero avuto più potere, il mondo oggi sarebbe diverso.
L'ho sempre pensato, pur vivendo in un Paese che ha riconosciuto alle donne il voto nel 1946.
Bogart e la Bergman avevano già girato Casablanca da un pezzo, quando qui abbiamo cominciato a votare.
E voi che fate?
Scendete in piazza bardate a lutto con le sciarpe bianche "in difesa della dignità delle donne"?
Ma fatemi il piacere...

Ho cercato di ignorare la questione per tutto il giorno. Ma alla fine ho ceduto, mi sono sintonizzata su Sky e mi sono vista, a ripetizione, i cinque o sei servizi sulla manifestazione in piazza delle donne di diverse città. Assistendo a dichiarazioni disarmanti.
Sul Bugiardino c'era scritto che a Bergamo erano circa 1500.
Beh: spero che nessuna delle mie amiche fosse fra loro.
Perché vedere una schiera di ultrasessantenni in piazza, che ai microfoni dei giornalisti si esibivano in varianti della stessa frase ("Berlusconi ha contaminato la nostra cultura") supportata dal mitico "Il festino non può diventare il metodo di selezione della classe politica" non mi ha affatto divertita. Mi ha fatta incazzare. E di brutto.
Posso capire le ragazzine politicamente schierate (non prendetemi in giro: ripetevano tutte che non era una manifestazione politica e non parlavano d'altri che di Berlusconi) che si entusiasmano per quella solidarietà femminile che tutte noi abbiamo conosciuto e che ieri, per quanto mi riguarda, è venuta meno. Perché io mi dissocio, eh. Sono culturalmente troppo preparata per demonizzare i festini di Arcore come sintomo di degrado della donna italiana.
Ho già scritto a chiare lettere che Berlusconi dovrebbe dimettersi. Che è indifendibile. Che non se ne può più. Ma da qui ad andare a fare l'ipocrita in piazza ce ne passa.
Perché affermare che la manifestazione con la politica non c'entrava nulla è stato ipocrita.
Perché dissociarsi dalle protagoniste dei festini di Arcore, fingendo che siano state le prime a comportarsi come si sono comportate, è stato ipocrita.
Perché gridare "Se non ora, quando?" è stato ipocrita.
Ve lo dico io, quando. Quando c'era da manifestare sul serio.
Dove eravate quando le donne denunciavano la richiesta di favori sessuali in cambio di avanzamenti professionali, diciamo da trent'anni a questa parte?
Dove eravate quando un uomo, dopo aver accoltellato la sua fidanzata, veniva messo agli arresti domiciliari in casa con lei, riuscendo nel suo intento di ucciderla un anno più tardi?
Dove eravate quando l'anoressia ha iniziato a diffondersi a macchia d'olio grazie ai modelli proposti dalla moda e dalla tv?
Dove eravate quando le ragazzine hanno cominciato a trasformare i loro sogni, rispondendo alla domanda "Cosa vuoi fare da grande" con un bel "La velina. Magari per sposare un calciatore"?
Dove, accidenti a voi, eravate quando le donne venivano stuprate alla stazione, in pieno giorno, senza che nessuno si fermasse o chiamasse aiuto? Sono sicura che non erano tutti uomini, i passanti.
Dove eravate quando le madri chiedevano giustizia per i loro figli, ammazzati senza un perché?
Dove eravate quando una giornalista scomoda veniva ammazzata? Non vi ho viste, in piazza a manifestare.
Non vi ho viste perché non c'eravate. Nossignore.
Perché siete state talmente stupide da lasciarvi strumentalizzare a fini politici, in difesa di ideali che chissà come mai sono stati ignorati ogni giorno, per anni. Per decenni.
Perché non venite a dirmi che i festini dei politici sono cose nuove.
Se i muri potessero parlare, non ce ne sarebbe uno - di qualsivoglia schieramento - a salvarsi.
E probabilmente anche le Signore Politiche farebbero le loro brave figuracce.
E non venite a dirmi nemmeno che le ragazze di Arcore sono state le prime a "prostituirsi" in cambio di favori.
Aprite gli occhi, ipocrite.
Il mondo gira così da sempre. Da troppo. E' ora di fermarlo.
Ma non in nome dei festini di Arcore. In nome della dignità delle donne che oggi, viva Dio, grazie al sacrificio di coloro che sono venute prima, hanno la possibilità di far sentire davvero la loro voce.
In modo autonomo e consapevole.
Perché sentire gli uomini in piazza dire cose tipo "Le donne sono persone come noi uomini (Grazie! Troppo buono!) e vanno trattate come si deve, non in modo violento come fa Berlusconi" mi fa sorridere.
Sapete perché? Perché ancora una volta una manifestazione che si rivolgeva alle donne era strumentalizzata dagli uomini. Chiedetelo a Vendola, a Di Pietro e a tutti gli altri politici scesi in piazza ufficialmente per supportare le donne, ma in realtà per improvvisare comizi ai microfoni dei giornalisti.
Gli uomini, ancora una volta.
Come se ne capissero qualcosa.
E voi li avete fatti parlare, li avete ascoltati, li avete applauditi.
Brave.
Scommetto che la maggior parte di voi, interrogate sulle ragioni che hanno fatto dell'8 marzo la festa della donna, non avrebbe saputo rispondere ma scommetto anche che avreste saputo citare a memoria tutti gli sms si Sara Tommasi.
Io l'8 marzo lo festeggerò, come ogni anno, sebbene sappia già da ora che sarà nuovamente strumentalizzato a fini politici. Pazienza. Io so perché festeggio e per cosa c'è da lottare. Io lo so.
E continuerò a sostenere che le donne, in certe occasioni, sono meglio degli uomini, come ho sempre fatto...
Ma accidenti a voi.
Mi avete fatta vergognare.

4 commenti:

  1. Posso aggiungere: dove eravate quando B veniva indagato per evasione fiscale, corruzione, concorso in associazione mafiosa, falso in bilancio, finanziamento illecito dei partiti, abuso d'ufficio, tangenti? marina

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  2. Beh, no.. Perché mi pare che c'entri come i cavoli a merenda.

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  3. Bell'articolo, vero e spiazzante.
    @Marina...dove erano le donne? Dove stavano tutti quanti. Ma con lo spirito che avrebbe dovuto avere la manifestazione di ieri ci azzecca poco.

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  4. Brava Chiara (mi permetto di chiamarti per nome), sono assolutamente d'accordo con quanto scrivi e condivido l'indignazione!

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