Non ho ancora chiesto il suo parere, ma sono abbastanza sicura che l'amico Luca Viscardì sarà d'accordo con me: se nasci dalle mie parti, la polenta esiste solo nel paiolo di rame.
Io sono cresciuta con il rumore del motorino del paiolo che girava e girava, e solo ripensare a quel suono ha un che di familiare e rassicurante. Perché evoca l'immagine della mia mamma in cucina intenta a preparare la polenta per accompagnare il mio piatto preferito: il polpettone.
Figuratevi quindi la mia delusione nel rendermi conto che scegliendo un piano a induzione per la nuova cucina non avevo fatto i conti con il conseguente, forzato "addio" al mio amato paiolo. Ero pronta a costringere il povero marito ad ore ed ore di cottura di polenta in pentola (perché allora non cucinavo alcunché). Poi, grazie al cielo, è arrivato il Jet Chef.
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
venerdì 26 novembre 2010
venerdì 19 novembre 2010
Ricordi d'infanzia: ma siamo sicuri?
Se avete un profilo Facebook, sapete che dal 15 al 20 novembre è stata "istituita" la settimana dell'infanzia, invitando tutti gli iscritti a sostituire la propria foto con quella di un cartone animato che amavano da piccoli.
Per riempire Facebook di ricordi d'infanzia, appunto.
Esperimento riuscito: la stragrande maggioranza dei miei amici ha aderito subito.
E visto che si erano già fregati Lady Oscar, Candy Candy, Creamy, Jeeg Robot e compagnia bella, potevo scegliere fra Scooby-Doo e la Stella della Senna. Ho optato per la seconda (ma non temere, Scooby: tu resti sempre il mio preferito. La paura scatenata dalle tue indagini mi ha portata dritta dritta verso horror, vampiri, zombies e compagnia bella. Facilitandomi il lavoro. Più e più volte).
Effetto collaterale: tutti questi cartoni animati rievocano quei ricordi d'infanzia che ti segnano.
Come quando ti vesti da fatina per Carnevale, in quarta elementare, e siccome indossi una parrucca viola riccia tutti ti chiamano "Satomi".
Per riempire Facebook di ricordi d'infanzia, appunto.
Esperimento riuscito: la stragrande maggioranza dei miei amici ha aderito subito.
E visto che si erano già fregati Lady Oscar, Candy Candy, Creamy, Jeeg Robot e compagnia bella, potevo scegliere fra Scooby-Doo e la Stella della Senna. Ho optato per la seconda (ma non temere, Scooby: tu resti sempre il mio preferito. La paura scatenata dalle tue indagini mi ha portata dritta dritta verso horror, vampiri, zombies e compagnia bella. Facilitandomi il lavoro. Più e più volte).
Effetto collaterale: tutti questi cartoni animati rievocano quei ricordi d'infanzia che ti segnano.
Come quando ti vesti da fatina per Carnevale, in quarta elementare, e siccome indossi una parrucca viola riccia tutti ti chiamano "Satomi".
mercoledì 3 novembre 2010
Blogger al forno - Episodio sette: Come ti sconfiggo il burro
Sarà che è appena passato Halloween ed io ero tutta una zombie, anzi: una zombee (vi metto anche la foto così vi spaventate ben benino) pronta per The Walking Dead.
Sarà che nella cena che ho preparato ai miei amici per Halloween ho prontamente infilato una torta di carote e noci (una delizia, nel prossimo post vi giro la ricetta), perché ci voleva dell'arancione. Sarà che la zucca è arancione (ma quante ne so? Eh?) e sarà che io mi ero casualmente imbattuta in un programma su SkyUno ("Dimagrire con gusto", se non vado errata: ho visto solo quel pezzetto di episodio)... Fatto sta che ho raccolto la sfida: sostituire il burro con la zucca (foto n.2). Almeno nelle torte.
Sarà che nella cena che ho preparato ai miei amici per Halloween ho prontamente infilato una torta di carote e noci (una delizia, nel prossimo post vi giro la ricetta), perché ci voleva dell'arancione. Sarà che la zucca è arancione (ma quante ne so? Eh?) e sarà che io mi ero casualmente imbattuta in un programma su SkyUno ("Dimagrire con gusto", se non vado errata: ho visto solo quel pezzetto di episodio)... Fatto sta che ho raccolto la sfida: sostituire il burro con la zucca (foto n.2). Almeno nelle torte.
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