Un conto è la libertà d'espressione. Un altro conto è il buonsenso.
Chi mi conosce sa che sono ben lungi dall'essere di mentalità ristretta ma che ho un grande rispetto per le regole perché credo che garantiscano la libertà. Di tutti.
Ecco perché il codice di autoregolamentazione che dovrebbe offrirci della tv improntata al buonsenso, oltre che al business (sì: lo sappiamo che la tv è un business. Diamo pure questo punto per scontato: lo sappiamo tutti!), per me non vale questo granché. Certo: la censura legislativa non è la soluzione, anzi.
Ma dopo aver visto un paio di programmi in tv negli ultimi due giorni, non posso fare a meno di chiedermi cosa ci voglia a riunire un nutrito gruppo di esperti seri (non quelli del Moige, quindi) almeno per buttar giù almeno riflessione concreta sulla nostra tv.
Perché, che lo vogliamo o no, la televisione possiede un potere sterminato. Ciò non significa che bisogna tentare di ingabbiarlo in norme che rischiano di fare ancora più danni, bensì che è un nostro preciso dovere mettere chi la guarda in condizione di proteggersi dai suoi pericoli.
Giornalista specializzata in serie tv, maniaca seriale, scrittrice, appassionata di cucina, bipede di riferimento di tre cagnolone bionde. Sì, certo: mi pagano per guardare la TV. E' un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo!
domenica 30 maggio 2010
lunedì 24 maggio 2010
giovedì 20 maggio 2010
Tutta questione d'amore
Ora vi parlerò d'amore.Probabilmente sono bastate le quattro parole qui sopra - vi-parlerò-di-amore- a farvi scappare a gambe levate.
Accidenti, Polee... Ti ci metti pure tu.
Sì: per una volta - e solo una, credo - mi ci metto.
Se avete resistito fin qui posso ancora giocarmi una carta. Posso provare a raccontarvi una storia che per me significa molto. Che significa tutto, o quasi. E posso provare a raccontarvela esercitando quel dono della sintesi che secondo la mia professoressa d'italiano delle medie non possedevo (appunto).
Cercherò insomma, di non annoiarvi a morte.
Perché oggi c'è qualcosa che devo proprio scrivere.
venerdì 14 maggio 2010
Aggiungilo agli amici!
Come sapete, se avete letto "Poli, l'entità virtuale" su questo blog, io faccio largo uso di Facebook.Al di là del divertimento, del fatto di sapere che c'è sempre qualcuno on line (cosa che in certi momenti, strano ma vero, ti fa sentire meno "solo") e del rapido scambio di notizie utili a lavoro e tempo libero, il bello di Facebook è che ti fa risparmiare un sacco di fatica.
Vuoi mettere un bell'aggiornamento dello status per dare una notizia o lanciare un invito, al posto di 200 faticose e-mail o sms? No, dico: io ho letto accuratamente la "Breve, ma utile guida alla pigrizia" di Fantoni! E imparo in fretta, io!
Ad ogni modo, dicevo: largo uso di Facebook. Nonostante ciò non riesco proprio a capire il meccanismo di suggerimento degli amici.
Non ci arrivo.
mercoledì 5 maggio 2010
Sono circondata!
Me lo dico da sola: genio!Devo proprio essere un genio, perché sto per spiegarvi come mai in Italia le cose non funzionano e sto per farlo senza menzionare la classe politica. Non so se rendo l'idea! Genio!
Scherzi a parte: è un po' che ci penso, e quando stamattina sono tornata a casa senza esami del sangue perché si sono rifiutati di farmi il prelievo a causa di un'imprecisione in una delle tre ricette del medico, ho avuto conferma di quanto - ahimé - avevo già ripetutamente provato sulla mia pelle.
La questione è una sola, e si chiama incompetenza. La quantità di gente che non sa fare il suo lavoro, che commette un errore dopo l'altro, che complica tutto rallentando l'intero sistema, con un effetto a catena, è impressionante.
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