venerdì 30 aprile 2010

Ho avuto un flashforward...

Ho avuto un flashforward: una visione del futuro in cui, la mattina del 24 maggio, mi alzavo alle 6.00 del mattino per guardare il finalone di Lost in contemporanea con ABC.
Adoro il mio lavoro.
Certe volte mi permettere di comportarmi da nerd andandone fiera.

martedì 27 aprile 2010

La tv è (anche) una cosa seria

Cerchiamo di capirci.
A causa dei miei recenti interventi su Lost si è ripetuto ciò che era accaduto ai tempi del libro su Buffy: sono stata sommersa da messaggi al grido di "Sì, vabbè, che bello... Però evitiamo di prenderci troppo sul serio: è soltanto un telefilm". Con quell'uso un po' sprezzante del termine: telefilm. Come se fosse una cosa brutta.
Ora.
L'ho già spiegato in diverse occasioni, sia qui sul blog che sul Magazine di Fox: che i telefilm offrano intrattenimento, a volte anche un po' "scacciapensieri", è indubbio.
Ma che vadano presi sul serio anche solo per il fatto che sono seguiti da qualche milione di persone in tutto il mondo, che meritano rispetto, è altrettanto indubbio. E con "presi sul serio" intendo semplicemente "trattati in maniera professionale".  Almeno da chi, ad esempio, ne scrive per lavoro.
Se parlo del paradigma hollywoodiano, degli archetipi (per introdurre un'analisi di Lost) e della teoria del viaggio dell'eroe per spiegare un po' meglio i meccanismi narrativi (anche) televisivi, non è perché mi annoio.

mercoledì 21 aprile 2010

Videogiocatrici

Una volta eravamo poche, e venivamo guardate con sospetto.
Ci davano del maschiaccio e aspettavano con ansia il momento in cui questa assurda mania dei giochini ci sarebbe passata.
A me non è mai successo.

mercoledì 14 aprile 2010

Lost in Lost? Macché...

Nonostante i due round precedenti (uno e due), non ho ancora avuto modo di toccare il punto.
Quindi, eccolo qui: io credo che tutto questo dare addosso alla sesta stagione di Lost sia l'espressione di una forma di snobismo da parte dei critici.
Tutta colpa della virata fantascientifica.
La fantascienza, si sa, vanta una lunga tradizione in fatto di critici detrattori.
Mai capito perché: io sono un critico e sono un'accanita divoratrice di fantascienza.
Soprattutto, però, non capisco questo: cos'è, ma davvero vi aspettavate una spiegazione esclusivamente razionale?
Ma l'avete vista, la prima stagione?

venerdì 9 aprile 2010

Gli storpiatori di nomi

La questione dell'adattamento è lunga e dolorosa.
Sangue, sudore e lacrime, come si suol dire, m'è costata negli anni. E me ne costerà ancora, ahimé. Ne trovate un riassuntino abbastanza recente qui.
Il succo del discorso, in questo momento, è che non giustifico, ma capisco che l'adattamento possa creare qualche difficoltà che poi sfocia in qualche (di troppo) errore.
Non capisco, però, e temo che mai capirò, cosa costa ai doppiatori pronunciare correttamente i nomi dei personaggi.
Se qualcuno lo sa, mi illumini. Perché io, che con gli strumenti del mio lavoro riesco a spiegarmi quasi tutto quel che accade nel mondo dei telefilm, 'sta cosa proprio non la capisco.